Manuale di Lotta alle Offese Omofobe, Razziste, Intolleranti contro le Minoranze nelle Scuole.

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venerdì, 15 febbraio 2008

FERMA ADESSO

Manuale  per  Combattere  le  Aggressioni  in  Ambiente  Scolastico

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INDICE

Capitolo  1.   Background

Ingiurie/Offese: Storia e Analisi

Statistiche  su  Ingiurie  e Vessazioni

Capitolo 2.    Strategie per Una Campagna nella Scuola

Vista d'Insieme

Ricerca e Valutazioni

Rispondere alle Offese

Educazione degli Amici - Coetanei

Educazione degli Insegnanti

Visual Activism

Strategie contro le Ingiurie

CAPITOLO 3.      Realizzare la Vostra Campagna Scolastica

Sviluppare una Strategia

Ottenere l'Approvazione delle Autorità Scolastiche

Coalition Building

Redigere una Timeline

Capitolo  4.     Materiali  Utili

Inchiesta tra gli Studenti

Educazione  degli Amici - Coetanei:  Workshop Agenda

Educazione degli Amici - Coetanei  -  Strumenti

Educazione  degli  Insegnanti:   Agenda

Educazione degli Insergnanti:  Strumenti

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INTRODUZIONE

   Guardati attorno, nella tua scuola: ci sono innumerevoli differenze tra le persone che vedi ogni giorno - differenze etniche, differenze di genere, di background culturale, di credo religioso, di orientamento sessuale, di posizione economica, di abilità fisica, di attitudini mentali e molte altre.

   Spesso, però, invece di venire accolti come espressioni positive di differenze, questi fattori vengono, isolatamente, considerati elementi di ridicolizzazione della persona che ne è portatrice: soprannomi poco graditi, etichette ingiuriose, puntualizzazioni vessatorie, e offese come ''Frocio!'',  ''Ritardato!'', etc., mandano messaggi inequivocabili alla persona cui sono rivolti, non facendola sentire così ''uguale'' come ogni altra; inoltre, contribuiscono a creare un ambiente scolastico ostile per tutti.

Le  Parole  hanno  il  Potere  di  Ferire

   Le offese feriscono, isolano e frammentano la comunità di una classe e di un'intera scuola, facendo sentire molte persone escluse e prese di mira. Se ci si rende conto del potere del linguaggio nel colpire negativamente singoli individui ed interi gruppi di persone, allora sarà naturale ritenere necessario uno ''spazio sicuro'' da vessazioni ed offese per tutti gli studenti. Per mezzo delle organizzazioni studentesche e dell'attivismo interno alla scuola, si può lavorare con l'obiettivo di prevenire le offese e di formulare adeguate risposte, quando queste venissero malauguratamente espresse; ci si può concentrare sulle cause i questi comportamenti, sul loro significato e sul loro impatto, sempre avendo bene presente la meta: ridurli e se possibile, azzerarli.

   Se nella vostra scuola vi organizzate per parlare chiaramente ed in pubblico contro le offese, vi accorgerete ben presto di avere acquisito un'ulteriore abilità: quella di sapere usare la potenza del linguaggio al fine di rafforzare la comunità scolastica nella quale vivete.

   Mettendovi a disposizione ''FERMA  ADESSO'', la Gay Straight Alliance Network  e il Gruppo LGBTQ Politropia di Rovigo, vi ricordano di tenere bene a mente questi punti:

1.    Le offese contribuiscono ad un ambiente scolastico negativo   ed ostile: questo favorisce l'esclusione e l'insicurezza di alcuni studenti, vostri amici.

2.  L'uso di qualsivoglia offesa è diventato così frequente - quasi onnipresente - da renderci a poco a poco insensibili al loro significato e all'intenzione di quello che viene detto.

3.   L'uso di offese omofobiche (contro persone ritenute omosessuali) e transfobiche (contro persone ritenute transgender) è assai frequente nell'ambiente scolastico e colpisce gli studenti direttamente oltraggiati, comunque, non perdendo la carica distruttiva a seconda che la persona colpita sia effettivamente omosessuale/transgender oppure non lo sia.

4.   Combattere contro le offese ed il bullismo è scopo fondamentale e rappresenta un obiettivo educativo (e non politico)per i gruppi di iniziativa omosessuale come 'Politropia'

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   Il materiale contenuto nelle di Ferma  Adesso vi aiuterà a strutturare una campagna nella vostra scuola con il fine di ridurre le offesse e di suscitare la consapevolezza delle scelte comportamentali adeguate per sviluppare un ambiente scolastico rispettoso e positivo. Questo manuale offre gli strumenti ed i link necessari per progettare, avviare e portare a termine la vostra campagna. Sono compresi consigli utili sulla strategia da adottare con i dirigenti scolastici, con i consigli d'istituto, una sezione sulla storia e sullo sviluppo delle offese nelle scuole, ed una analisi delle dinamiche che soggiaciono e che sono innescate dalle offese. Troverete, all'interno, statistiche (americane) che vi aiuteranno a comprendere la necessità di tali campagne, ad orientarvi nella loro progettazione, e a darvi qualche buona idea per renderle interessanti e sostanziali (ad esempio: educazione degli insegnanti, educazione con i vostri amici - coetanei). Vi è anche una sezione dedicata a sviluppare la vostra campagna utilizzando il ''visual activism'', vale a dire facendo dei manifesti, degli adesivi, dei cartelloni che invitino alla tolleranza, anzi alla piena accettazione delle persone emarginate. Troverete così certamente i modi di opporvi alle offese a livello individuale, am anche di allargare la vostra iniziativa, ampliandola ad un gruppo sensibile e ben coeso (coalition building).

   Quando avrete determinato la forma della vostra attività antidiscriminatoria, state bene attenti a non frammentare la campagna, focalizzandovi solo e soltanto contro le offese omofobe. Ricordate sempre che, in ogni occasione nella quale un gruppo di persone è fatto oggetto di ingiurie, i pregiudizi (tutti!!!) si rafforzano e il sistema di oppressione viene rinsaldato. Inoltre, difficilmente una persona viene offesa prendendo di mira solo e soltanto un aspetto della sua personalità: molti termini diversi, spesso collegati, vengono usati per colpirne diversi aspetti...allora diventa difficile, o addirittura del tutto inutile, fare una gerarchia delle offese.

   Sono qui riportate le parole di Audre Lorde, una nota attivista per i diritti Umani, nera e lesbica:

''Dall'avere preso parte a questi gruppi,

ho imparato che l'oppressione e l'intol-

leranza delle differenze assumono tutte

le forme:  contro il colore, il sesso,

il genere, contro le deformazioni e le

stranezze: per quelli di noi che si pon-

gono l'obiettivo di rendere il futuro

più libero, meno opprimente, con più

opportunità, non ci possono essere ge-

rarchie dell'oppressione!''

   Fermare l'uso di offese e di ingiurie nella vostra scuola è uno scopo che merita il massimo dell'impegno. Il vostro impegno e lavoro a questi progetti, lasceranno un segno profondo,positivo ed indelebile nella tua scuola.  Con questo manuale, con la vostra leadership e con tutti quelli che riuscirai a coinvolgere nei vostri progetti antidiscriminazione, voi darete un fortissimo aiuto ai vostri amici, ai vostri insegnanti, e alla direzione della vostra scuola, per creare una scuola più accogliente e sicura per tutti.

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Capitolo  1.

BACKGROUND

Le  Offese:  Storia  ed Analisi

   Solo se si conosce bene il Background, le dinamiche e l'effetto dell'odio espresso tramite il linguaggio, si può tentare di sviluppare una buona campagna anti-ingiurie: una campagna, insomma, che abbia buone opportunità di successo. Il materiale contenuto in questa sezione di FERMA ADESSO vi aiuterà a onoscere meglio il modo in cui le ingiurie si costituiscono all'interno di un sistema più ampio di oppressione e di potere, oltreché a sapere i termini più usati ed il loro significato.

Linguaggio  e  Potere

   Che cosa vi viene in mente quando pensate al ''potere''? Tante persone pensano al denaro, alle risorse, al controllo su qualcuno e/o su qualcosa, alla possibilità di accedere a qualche bene, a qualche servizio, a qualche piacere. Seguendo questi spunti, il potere può essere definito come il controllo che si esercita sulle persone  e  sulle  evenienze.

  Nella nostra società, certi gruppi di persone possono essere identificati come tali da avere del potere su degli altri; e certigruppi godono di privilegi a scapito di altre persone.

   I sistemi di potere, come il razzismo, il sessismo, l'omofobia, le forme di nonnismo, si corroborano l'uno con l'altro con il fine di mantenere immutati o addirittura rafforzare i rapporti di potere già esistenti. Il linguaggio offensivo è il mezzo più semplice e diretto per mantenere questa struttura di potere. In altre parole: le offese sono strumento di oppressione. Inoltre, l'uso di potere, tiene i bersagliati in posizione di minorità, di inferiorità ed impedisce di coalizzarsi tutti insieme per ideare forme direaione. L'analisi dell'azione diretta che le offese svolgono, in quanto parte di un sistema più ampio di potere, è importantissima perché è necessaria per spiegare la valenza più ampia e l'impatto dello hate language (linguaggio d'odio).

    La tabella che sta sotto aiuta a delineare e a farvi discutere su alcune relazioni di potere non tutte negative, valutate anche quelle che possono essere bene accettate per il funzionamento della scuola e quelle, invece, che esprimono discriminazione:

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PIU'  POTERE                    *********                 MENO POTERE

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ADULTI              *********                       GIOVANI  E  ANZIANI

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    ETNIA MAGGIORITARIA     ********     MINORANZE ETNICHE 

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UOMINI       ******    DONNE E PERSONE GENERE   INCERTO

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PERS. CON CONCORDANZA  ***   PERS. CON DISCORDANZA

TRA GENERE  E  SESSO    ***    TRA GENERE  E  SESSO

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RICCHI ° CLASSE MEDIA   ****   POVERI ° WORKING CLASS

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PERS. NATE IN ITALIA  **   PERS. GIUNTE DA POCO IN ITALIA

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CRISTIANI                        *******                      NON CRISTIANI

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ETEROSESSUALI      ****         LESBICHE, GAY, BISEX, QUEER

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PERSONE ABILI        ******             PERSONE CON DISABILITA'

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                                                                                 (Developed by Intergroup Clearinghouse, 2001)

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Storia e Significato  delle  Offese

  Più sotto, potete trovare una lista di offese comuni - che si sentono spesso nelle scuole, ma anche altrove, oggi come oggi. Questa non è una lista esaustiva delle offese, ma serve da esempiosulla origine e sull'obiettivo dell'utilizzazione di alcune offese. Può essere interessante - e vi incoraggiamo a farlo - di fare ricerche sull'origine, sul bersaglio, il significato di altre offese che non sono nella lista.

   C'è poi da ricordare che molte parole che inizialmente sono state usate (e lo vengono tuttora) come offese sono state poi assunte dalle persone offese, come mezzo di identificazione. Portiamo 'esempio del termine 'queer', che storicamente era usato nei paesi anglosassoni per prendere di mira le persone omosessuali di entrambi i sessi: ora invece,alcune persone tra i gay, le lesbiche, i bisessuali, i transgender lo usano come mezzo per esprimere la loro identità. Certe parole, poi, come 'frocio', venivano e vengono usate come offesa, mentre oggi, i bersagli di questa ingiuria dicono 'frocio' come una etichetta per designarsi: tuttavia, alcuni danno un valore scherzoso e positivo a questa etichettatura, mentre altri la respingono come offensiva. E' sempre e comunque importantissimo  rispettare il diritto di ciascuno a scegliersi le etichette che meglio esprimono - a suo parere - la propria identità, e a marcare la differenza tra il linguaggio di cui si fa uso per prendere di mira un gruppo di persone e quello usato all'interno di un gruppo di persone (questi due linguaggi possono avere termini in comune, ma è chiaro che la finalità dell'uso di tali termini è diversa se non opposta).

  Quando leggete, nella lista seguente il background di ciascuna offesa, pensate subìto a come queste offese vadano a configurarsi nella struttura dei sistemi di oppressione, come il razzismo, l'omofobìa, l'avversione agli stranieri (xenofobìa). Domandatevi se l'uso di alcune di queste ofese è stato e/o sia ancora quello di perpetuare il dominio di un gruppo di persone su un altro?

Lista e Significato di Offese Ricorrenti

FINOCCHIO. Questo termine presenta un'etimologia discussa, L'uso con riferimento dispregiativo riferito alla persona omosessuale, risale alla metà dell'Ottocento. E' di origine toscana: si è diffuso poi più al Nord,. Una credenza di matrice popolare attribuisce 'finocchio' ad un'origine legata ai roghi medievali: secondo tale spiegazione, per coprire l'odore di carne bruciata, si sarebbero usato gettare fasci di finocchi nelle fiamme dei roghi. Ma nel Medioevo 'finocchio' equivaleva a 'persona dappoco e spregevole': oggi sopravvivono modi di dire toscani come ''essere come il finocchio nella salsiccia'' che indicano una cosa di valore modesto o nullo. Così la persona di nessun valore si identificherebbe per antonomasia, con la persona omosessuale.

FROCIO. La parola trae origine nell'ambito gergale romano. Le tre etimologie proposte sono: 1. - derivazione da 'feroci', epiteto lanciato contro i lanzichenecchi che misero a ferro e fuoco Roma nel 1527, e che nella loro furia, stuprarono donne e uomini.  2. - riferimento ad una certa 'fontana della froge' presso cui anticamente i incontravano gli omosessuali romani.  3.  - da 'floscio', con successiva tipica rotacizzazione del romanesco, e che starebbe a significare la mollezza degli omosessuali.

CHECCA. Indica gli uomini omosessuali effemminati.Deriva da un vezzeggiativo di Francesca, tuttora diffuso in molte zone d'Italia. L'uso di un soprannome femminile, se riferito ad un uomo, è chiaramente offensivo.

RECCHIONE. Il termine ha molte varianti dialettali ed è perlpiù diffuso nel Meridione, ma anche nel Veneto (Recion) ed in Lombardia (Oreggia). Ci sono tre diverse origini etimologiche:  1.  - Secondo alcuni il termine fa riferimento ad alcuni animali: la lepre o il caprone (hircus). Nel primo caso si alluderebbe alla proverbiale lussuria dell'animale dalle lunghe orecchie ed lla circostanza, riferita dai bestiari dei rimi secoli del cristianesimo, che la lepre cambiasse sesso a volontà, simboleggiando così l'amore contro-natura; il riferimento al caprone si motiva con il leit-motiv medievale dell'eccezionale lussuria dell'animale.  2  -  si riferirebbe alla 'passione' degli uomini omosessuali per gli orecchini, ornamento tipicamente femminile.  Oltre al termine, in Italia è in uso il gesto di toccarsi il lobo dell'orecchio per alludere ed indicare ilfatto che una persona è omosessuale, ed è probabile che la parola sia derivata dal gesto e non viceversa (3).

SAFFISTA/LESBICA.  Termini introdottiper indicare l'amore tra donne. Saffista deriva da Saffo, poetessa greca che visse nell'isola di Lesbo (da cui lesbica) tra la fine del VII sec. e la prima metà del VI sec. a.C.   Saffo era a capo di una comunità di fanciulle, a sfondo religioso e culturale, con una particolare devozione ad Afrodite. L'oggetto degli amori di Saffo erano alcune giovani donne cui lei rivolgeva i suoi canti.

 

 

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Statistiche (statunitensi) sulle Offese e sulle Vessazioni nelle Scuole

Forse è un poco impervio convincere i vostri amici, i vostri insegnanti e gli amministratori scolastici che il loro coinvolgimento attivo è necessario per condurre una campagna anti-ingiurie che sia veramente efficace. I collaboratori potenziali possono essere assai riluttanti perché non realizzano fino in fondo l'ampiezza e la gravità dell'uso di insulti; eppoi possono non comprendere quanto questi insulti feriscano, oppure possono pensare che, alla fin fine, non ai può fare nulla per contrastare il trend. Le statistiche sono un valido strumento per evidenziare l'importanza e la gravità del fenomeno: anche se si tratta di ricerche condotte negli USA, nulla impedisce di usarle come buona cartina di tornasole e mezzo di confronto per controllare un fenomeno che, anche in Italia, si diffonde a macchia d'olio (basta scorrere la cronaca degli ultimi mesi). Anche a Rovigo, città dove ha sede il gruppo Politropia, vi è stata, nel maggio del 2007, l'aggressione di un giovane, maturata al di fuori della scuola, ma sempre a causa di aggressori criminali conosciui ed incontrati dalla vittima in ambiente scolastico.

   Le statistiche vengono suddivise in tre sezioni, secondo la realtà che devono rappresentare:

1. l'uso frequente  e  diffusissimo delle offese

2. l'effetto dannoso che le ingiurie hanno nelle persone colpite

3. la mancanza di sforzi per contrastare il fenomeno

   Poi, potete anche sviluppare un progetto di ricerca per raccogliere dei dati, all'interno della vostra scuola. In seguito, verranno presentate delle linee guida per fare queste rilevazioni (cap. 4). Mettere insieme i dati e le metodologie delle statistiche professionali, presentate qui di seguito, eppoi applicarle alla vostra scuola, costituisce un metodo valido per sondare la necessità di intervenire nel vostro ambiente scolastico e per fornire ai vostri amici, insegnani, etc., una 'visione dall'alto', che a sua volta si configura come efficace strumento di intervento.

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PARTE 1. L'Uso Frequente  e  Diffusissimo  delle  Offese

°°°  In tutti gli USA, il 93% dei teenager hanno sentito altri ragazzi/e della loro scuola o del loro vicinato usare termini come 'fag' (=frocio), 'homo' (=omosessuale, gay), 'dyke' (=lesbica, spregiativo): questo una volta ogni tanto.

    Quello che più colpisce è che il 51% di loro ha affermato di avere udito tali offese ogni giorno

                                                               (fonte: National Health Association ''What Does Gay Man?'', Teen Survey, 2002)

°°°  Il 63,4% degli studenti delle High Schools (scuole superiori) ha detto di avere sentito insulti a sfondo razzista contro altri studenti, nel periodo che comprendeva gli ultimi 30 giorni prima della somministrazione del test.

                                                                             (fonte: Safe School Survey, Fremont Unified School District, 2001)

°°° Il 67,2% degli studenti delle High Schools (scuole superiori) ed il 67,7% di quelli delle Junior High Schools (scuole medie inferiori) ha detto di avere sentito insulti sulla base della forma e delle dimensioni fisiche di una persona, pronunciate da altri studenti negli ultimi 30 giorni prima della somministrazione del test.

                                                                            (fonte:  Safe School Survey, Fremont Unified School District, 2001)

°°°   Il 43% degli studenti è stato bersaglio di ''commenti offensivi a sfondo razziale'' o di attacchi all'interno della scuola o sulkla strada verso scuola/casa.

                                                                                               (fonte: Seattle Youth Risk Behavior Survey, 1995)

°°°   Il 53% degli studenti sente offese omofobe nella misura di 10 o piùvolte al giorno, nell'ambente scolastico.

                                                                         (fonte: California, Gay-Straight Alliance School Climate Survey, 1999)

°°°L'80% dei giovani colpito da offese omofobe sono eterosessuali.

                                                                                             (fonte:  Seattle  Youth Risk Behavior Survey, 1995)

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PARTE 2.  L'Effetto  Dannoso  che le Ingiurie Provocano nelle Persone Colpite

°°°   1 studente su 5 ha dichiarato di avere saltato la scuola a causa del timore di essere vessato, del bullismo e delle aggressioni fisiche.

                                                             (fonte:  Woodland  Community  Oriented  Policy  Services Grant Commitee, 2001)

°°°   Il 25% degli studenti LGBTQ (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e questioning) hanno detto di avere saltato la scuola ''di recente'' per timore della propria incolumità.

                                            (fonte: Pediatrics 1998; 101: 895-902, ''The Association Between Health Risk Behaviors

                                                                              and  Sexual Orientation Among a School-Based Sample of Adolescents,  Garofolo)

°°°   Il 68% delle persone LGB hanno detto di esseri sentiti minacciati ed insicuri nella loro scuola a causa del loro orientamento sessuale, mentre ben il 90% dei transgender ha detto di sentirsi insicuro a causa della propria preferenza di genere.

(fonte: GLSEN's 2001 National School Climate Survey: Lesbian, Gay, Bisexual And Transgender Students and Their Experiences in School)

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PARTE 3.  La Mancanza  si  Sforzi  per Contrastare  il  Fenomeno

°°°   Solo il 25% degli studenti ha affermato che i propri insegnanti sono intervenuti per mettere fine a vessazioni verbali e fisiche di vario tipo, mentre il 71% degli insegnanti dice di essere sempre intervenuto quando se ne è presentata la necessità.

                                                     (fonte: No Bullying  Program: Preventing Bully/Victim Violences at School; Lajole et aliis, 1997, p. XI)

°°°   L'84% degli studenti afferma di avere sentito solo raramente o di non avere sentito altri membri della direzione scolastica intervenire in seguito a commenti omofobi.

                                                                                               (fonte:  California, Gay-Straight Alliance School Climate Survey, 1999)

                                                                                                                                                                                               

                                                                                                                                                                                               

CAPITOLO  2.

STRATEGIE  PER UNA CAMPAGNA

NELLA  SCUOLA

1.  Vista d'Insieme

     In questo capitolo di ''Ferma Adesso'', andiamo a discutere varie possibili strategie per portare a termine con successo una campagna anti-ingiurie nella vostra scuola, che può essere realizzata da voi e dal vostro gruppo. Sono inclusi vari metodi: l'educazione tra i vostri amici-coetanei, l'educazione degli insegnanti, il ''visual activism'', e le tattiche anti-ingiurie.

   Molte delle strategie che vengono di seguito presentate richiedono l'approvazione dei docenti e dell'amministrazione scolastica, ed alla fine del capitolo, troverete dei suggerimenti per lavorare con la direzione scolastica e con i suoi insegnanti per ottenere l'approvazione e l'appoggio per la vostra campagna. Ci sono, poi, molte idee che possono essere messe in atto prima di ottenere l'approvazione (di altre iniziative), oppure senza chiedere l'autorizzazione: consultate il paragrafo ''NESSUNA AUTORIZZAZIONE'' per scoprire di cosa si tratta. Nella sezione intitolata ''COME RISPONDERE ALLE OFFESE'', vi diamo qualche idea per sapere cosa dire e cosa fare quandosenti un'offesa.

   Per condurre una campagna scolastica che abbia successo, vi sono due requisiti: il PENSIERO STRATEGICO e una ATTENTA PROGETTAZIONE DELLE INIZIATIVE. Quando prendete in considerazione quale strategia (o quali strategie concomitanti) volete usare nella vostra campagna antiingiurie, tenete bene in mente questi 2 punti:

1.  quello che meglio può funzionare nella tua scuola;

2. quello che potete effettivamente fare con le risorse a vostra disposizione.

   E' poi una buona idea quella di mettere in programma una fase di ricerca , nel contesto della vostra campagna, cosicché venga meglio evidenziata l'emergenza del roblema delle offese nel vostro ambiente scolastico e che voi siate così meglio coscienti dei passaggi che la vostra campagna deve necessariamente prevedere.

   Come leggerete nelle startegie per una buona campagna, all'interno di questo capitolo, pensate sempre ai pro ed ai contro di ogni strategia che vi troverete a valutare: se fate una valutazione della situazione nella vostra scuola, chiedetevi come questa va ad influire nella scelta delle attività concrete della vostra campagna.

   Poi è importante domandarsi in quali luoghi, in quali circostanze un'offesa viene scagliata contro qualcuno...in assenza di collaboratori, amministratori scolastici e docenti. Per combattere quest'ultima fattispecie di offesa, quello che noi chiamiamo 'Educazione tra Amici-Coetanei' potrebbe rivelarsi il primissimo passo da fare.

   Nel Capitolo 3. (''Realizzare la Vostra Campagna Scolastica''), verrà discusso il metodo per mettere in luce quali sono le risorse culturali ed economiche del vostro gruppo, i possibili oppositori ed alleati e sarà opportuno che voi facciate familiari gli strumenti per realizzare un piano d'azionbe dettagliato nel tempo. Questi sono gli ingredienti per un buon successo della campagna, che adesso andiamo ad esporre.

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Ricerca  e  Valutazioni

   Ogni campagna che sia bene progettata, comincia con una ricerca: è importantissimo sapere e scoprire che cosa le persone della vostra scuola pensano riguardo al problema che volete affrontare (in questo caso, le offese). Una 'student survey' è un mezzo ottimo per raccogliere informazioni che potete usare per progettare la vostra campagna e per convincere la vostra direzione scolastica del fatto che le ingiurie sono un grave problema nell'ambiente scolastico.

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NESSUNA  AUTORIZZAZIONE

Ci sono molte maniere per raccogliere le informazioni necessarie, anche senza fare uso del questionario che presentiamo di seguito. Comunque, i dati raccolti servono per progettare le strategie i intervento più adeguate.

Una buona idea può essere quella di realizzare cartelloni, fogli ciclostilati, fotocopie, piccoli annunci per convincere studenti, docenti, staff ed amministratori che c'è un problema grave: quello delle offese a scuola.

1.  CONTARE  LE  OFFESE

Ogni persona del vostro gruppo può contare il numero di volte ed il tipo di offese che ogni giorno le capita di sentire. Inoltre è bene registrare gli ambienti dove le offese sono state pronunciate: nella via verso/dalla scuola, in classe, nei corridoi, negli spogliatoi, dopo l'aattiviità scolastica, etc.

2.  RACCONTARE  ED  ILLUSTRARE  FATTI  DI  CRONACA

Portate a scuola articoli di giornale, cronache tratte da Internet, che testimonino dove, come, quando, perché e contro chi vengono rivolte ingiurie ed aggressioni.

3.  RACCOGLIERE  STORIE

Chiedete ai membri del vostro gruppo ed a altri studenti di scrivere la loro esperienza personale (anonima se lo vogliono): se sono stati offesi, quando, come e per quale motivo. L'anonimato è un buon mezzo perché vi sia una testimonianza aperta.

4.  DISTRIBUIRE  I  RISULTATI  DELLA  VOSTRA INCHIESTA  NELLE CLASSI

Distribuite i risultati della vostra inchiesta nell'intervallo, nella pausa pranzo, o nel tragitto dalla/alla scuola. Poi tenete un incontro franco e aperto del vostro gruppo, mettendovi amichevolmente a disposizione di tutte le persone interessate ai risultati della vostra ricerca/inchiesta.

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2.1  FARE  UNA  RICERCA/INCHIESTA  NELLA  VOSTRA SCUOLA

A.   FATE  UN  PIANO.

      Progettate un piano chiaro con il vostro gruppo, prima di avviare l'inchiesta. Pensate bene cosa potreste fare una volta nota i risultati; fate una strategia su come utilizzare i dati raccolti, e decidete chi si occuperà dei singoli aspetti dell'inchiesta.

   Fare un'inchiesta può essere un lavoro impegnativo e lungo: ecco perché è utilissimo fare uso della strategia e della timeline (progettazione con enucleazione delle dae entro le quali conseguire certi obiettivi che ci è prefissati).

B.   RACCOGLIETE  I  DATI.

      Distribuite il vostro questionario per l'inchiesta e raccogliete le risposte in modo da ottenere un numero sufficientemente alto e rappresentativo di risposte che possano dare luogo a conclusioni accurate e verosimili, circa il clima che si respira nella vostra scuola. Alcuni possono distribuire i questionari nelle classi, mentre altri possono farlo nei corridoi e negli ambienti extrascolastici.Qui di seguito vengonoi esposti i metodi di distribuzione:

DISTRIBUZIONE  NELLE  CLASSI

Uno dei migliori  modi per ottenere informazioni dagli studenti è quello di fare  e di distribuire questionari, secondo il grado della classe. Chiedi ad uno o più docenti se potete ditribuire i questionari nella/e loro classe/i. Può, talvolta, essere opportuno scrivere una lettera informativa da consegnare ai docenti, per spiegare l'importanza del vostro progetto e la necessità di dedicare 10-15 minuti di una lezione per fare compilare il questionario dagli studenti. Se pensate che sia opportuno o di aiuto interpellare il/la preside perché approvi l'inchiesta, andate al paragrafo: 'Ottenere l'Approvazione dalla Vostra Amministrazione Scolastica'.

ALTRI  METODI  DI  DISTRIBUZIONE

Se non ottenete di potere distribuire e fare compilare il vostro questionario nelle classi, non desistete. Ci sono infatti, tanti modi diversi per distribuire e diffondere un questionario: ad esempio passare il questionario ai rappresentanti degli studenti, e a diverse tipologie i studenti (per età, sesso, origine etnica, credo religioso, etc). E' importante come e a chi si distribuisce il questionario, al fine di valutare correttamente i fattori che possono 'deformare' i risultati. Una o più delle seguenti tattiche può essere utile per distribuire il questionario:

*** Distribuite il questionario durante l'intervallo, la pausa pranzo,

o le attività scolastiche al di fuori delle classi.

*** Pubblicizzate un incontro del vostro gruppo antidiscriminazione

nel corso del quale potrete distribuire, in ambiente rilassato,

il vostro questionario (oltreché fare conoscere il vostro gruppo).

Può essere bello incontrarsi in un angolino appartato

e tranquillo di un bar.

*** Fate dei presìdi fuori dalla vostra scuola prima dell'inizio

e/o dopo la fine delle lezioni, ed incoraggiate gli studenti

 a compilare ed a riconsegnarvi il questionario.

*** Se ci sono altri gruppi, altre compagnie nella vostra scuola,

altri progetti...chiedete ai partecipanti di dare un'occhiata

al questionario. I loro incontri potrebbero essere ottime occasioni

per dedicare 10-15 minuti alla vostra inchiesta.

Potete anche pensare di presentare il vostro gruppo

assieme al vostro questionario,

ad altri gruppi, alle ostre o alle loro riunioni.

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CONSIGLI  PER  CONDURRE  UN'INCHIESTA

1.  Essere  Pragmatici  ed  Usare  il  Metodo

Usate sempre, se potete, lo stesso metodo di distribuzione e di raccolta dei questionari. Se vi apprestate a distribuire i questionari nelle classi, fatelo sempre e comunque specificando il grado della classe.

Cercate di essere pragmatici, metodici ed esaurienti: questo darà maggior valore ed attendibilità alla vostra inchiesta.

2.  Raccogliete  quanti  più  Questionari  Possibile

Più questionari compilati avrete in mano, più i risultati saranno completi e sinificativi. Se distribuite i questionari a pranzo o nell'intervallo, fatelo in maniera sistematica per 1-2 settimane in modo da raccogliere un buon numero di risposte, che vi formeranno un quadro più completo del quadro scolastico.

3.  I Risultati  di  Ciascun Questionario  devono essere  Riservati

Molte persone danno risposte sincere solo a patto che il questionario sia anonimo e riservato. Raccogliete i dati in modo da tenere sempre bene protetta l'identità di chi ha compilato il questionario. E' utile indicare incaricare una persona per la distribuzione dei questionari, ed una diversa per raccoglierli, oltre ad una terza per analizzare le risposte.

Dividetevi il Lavoro e Fissate  delle  DeadLines (Traguardi Intermedi del Progetto, da non Oltrepassare)

Scegliete 2-3 persone incaricate del progetto. Se vi è abbondanza di ragazze/i che collaborano, assegnate persone diverse per compiti diversi. Un piccolo gruppetto può occuparsi dell'approvazione dell'inchiesta da parte dei vostri docenti e della vostra amministrazione scolastica; un altro può occuparsi della distribuzione; un altro della rilevazione dei risultati; un altro della loro pubblicazione. Assegnare compiti diversi presenta una necessità: coordinare i gruppi tra loro e stabilire i termini del lavoro di ciascun gruppo.

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Analisi  dei  Dati

   Mettetevi ad analizzare quesito per quesito: contate il numero complessivo delle persone che hanno risposto a ciascun singolo quesito, il numero di chi ha risposto scegliendo una singola opzione di risposta. Ad esempio: se avete raccolto 150 risposte al quesito x e 60 poersone vi hanno risposto affermando di avere sentito offese di stampo razziale dirette contro alcune persone, allora scriverete nel vostro resoconto: ''Il 40% degli studenti interrogati, che hanno risposto al quesito n.___ hanno affermato di avere udito insulti razziali rivolti ad altri studenti.''  

   Se alcuni questionari sono palesemente incompleti (ad esempio: solo la parte superiore del questionario è stata compilata), questi vanno emssi da parte, e non vanno computati nella valutazione complessiva dei dati...anche se omunque, possono essere citati 'separatamente dagli altri'. Se una persona, chiaramente, non si impegna con la dovuta serietà a compilare il questionario, il responsabile della raccolta dei questionari puòrichiamarla all'ordine e può, se l'impegno non è stato ottenuto, escludere il questionario della suddetta persona dalla valutazione complessiva dei risultati.

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Scrivete  il  Resoconto

   Scrivere il resoconto della vostra inchiesta è il punto centrale per capire cosa succede nella vostra scuola, per comprendere qual è il clima di accettazione, quali sono le offese, dove e contro chi vengono rivolte: quindi è questo lo strumento principale da cui partire per organizzare le attività del vostro gruppo. Da qui si parte per valutare le strategie da intraprendere. Riportiamo di seguito un esempio di Resoconto:

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TRACCIA  DEL  RESOCONTO

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i. TITOLO

                                            SCEGLIETE UN TITOLO PER IL VOSTRO RESOCONTO CHE PORTI

                                            TRACCIA DEGLI OBIETTIVI E DELLE FINALITA' CHE CON ESSO VI

                                             SIETE PROPOSTI; IL TITOLO DEVE ANCHE SUSCITARE INTERESSE

                                             E  CURIOSITA' A COLORO CUI IL RESOCONTO ANDRA' PRESENTA-

                                             TO: PRESIDE, DOCENTI, STUDENTI, COMITATI STUDENTESCHI.

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II.  BACKGROUND

                                             E' IMPORTANTE CONTESTUALIZZARE I RISULTATI NEL CONTESTO

                                             PIU' AMPIO DELLE RICERCHE PROFESSIONALI CHE SONO STATE

                                             CONDOTTE SULLE STESSE PROBLEMATICHE: E' ANCHE UTILE COM-

                                             PARARE I RISULTATI DELLA VOSTRA SCUOLA CON QUELLI DI ALTRE

                                             SCUOLE.

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iii METODO

ASSICURATEVI  DI  AVERE  SEMPRE L'APPOGGIO DI CHI HA APPRO-

VATO L'INCHIESTA E DEGLI STUDENTI CHE SI SONO IMPEGNATI A

PORTARLA A TERMINE...E' IMPORTANTE CHE NON VI SIANO DEFE -

ZIONI IN CORSO D'OPERA                                                                 

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IV.  RISULTATI

REGISTRATE QUANTI QUESTIONARI AVETE RACCOLTO. STAMPATE

NEL RESOCONTO TUTTE LE DOMANDE CHE AVETE POSTO, LE PER -

CENTUALI AD ESSE RELATIVE. INCLUDETE UN'APPENDICE DEI COM-

MENTI SCRITTI CHE GLI STUDENTI HANNO ESPRESSO RIGUARDO IL

QUESTIONARIO E/O LE SINGOLE DOMANDE.                                      

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V.  CONCLUSIONI

SCRIVETE LE VOSTRE CONCLUSIONI CIRCA I RISULTATI DELLA RI -

CERCA SULLE OFFESE NELLA VOSTRA SCUOLA. QUANDO FATE DEL-

LE CONSIDERAZIONI GENERALI, TENETE BEN CONTO DELLE LIMI  -

TAZIONI RAPPRESENTATE DALLE PARTICOLARITA' DEL VOSTRO AM-

BIENTE SCOLASTICO E DEL VOSTRO METODO DI INCHIESTA. SIATE

ONESTI: AD ESEMPIO, SE SOLO POCHI STUDENTI HANNO RISPO -  

STO, DITELO CHIARAMENTE.  DITE ANCHE TUTTO QUELLO CHE VI  

SEMBRA DI AVERE SBAGLIATO O CHE PENSATE POSSA ESSERE MI- 

GLIORATO NELLA VOSTRA INCHIESTA: ALTRI GRUPPI, O VOI STES-

SI, IN FUTURO, TRARRETE VANTAGGIO DA QUESTE SINCERE VALU-

TAZIONI.                                                                                             

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VI.  COMPLEMENTI

CONSERVATE UNA COPIA DELL'INCHIESTA, AGGIUNGENDOVI TUTTI

I MATERIALI CHE AVETE USATO (COME LE LETTERE AGLI INSEGNAN

TI O LE SCOMUNICAZIONI CHE AVETE INOLTRATO AL PRESIDE.         

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Scrivere  il  Sommario  del  Vostro  Resoconto  per  Fini  Esecutivi

   Fate anche un piccolo Sommario del resoconto, per la vostra azione: vale a dire, per la presentazione al corpo docenti, e all'amministrazione scolastica del vostro resoconto, per la pubblicazione dell'inchiesta nel giornalino e/o nel sito Internet della scuola. Mettete in evidenza i risultati salienti e i punti di maggiore urgenza per strutturare da subìto, la vostra azione. Sottolineate ben bene le conclusioni fondamentali.

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SUGGERIMENTI PER SCRIVERE UN BUON SOMMARIO A FINI ESECUTIVI

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1.  METTETE BENE IN VISTA I PUNTI SALIENTI DELLA VOSTRA ANALISI.

2. ASSICURATEVI DI INCLUDERE UN BREVE SPECCHIETTO DEI METODI

CHE AVETE USATO PER CONDURRE L'INCHIESTA.                           

 

3. TALVOLTA E' PIU' UTILE PRESENTARE I RISULATI NON IN PERCEN-   

TUALE (AD ES.: IL 75% DEI RAGAZZI), MA DIRE: 3 RAGAZZI SU 4.

4. SCRIVETE COME LE VESSAZIONI E LE OFFESE SONO UN PROBLEMA

ANCHE SE FOSSE SOLO UNO STUDENTE AD ESSERNE COLPITO. 

SE IL NUMERO DI PERSONE OFFESE E' BASSO, RICONOSCETE    

CHE IL VOSTRO AMBIENTE SCOLASTICO E' BUONO, MA CHIEDE-

TE SORVEGLIANZA ED IMPEGNO PER FARE ANCORA DI PIU'.       

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Passate all'Azione

A. Presentate i Risultati dell'Inchiesta  alla Direzione Scolastica.

         Fate uso dei risultati della vostra inchiesta per convincere la vostra Direzione Scolastica a mettere in opera progetti quali: il Teacher Training (Educazione dei Docenti sul tema delle discriminazioni e delle offese); presentazioni della problematica e discussioni nelle classi; altre iniziative anti-ingiurie. Quando il tuo gruppo vorrà o riterrà utile di presentare altre iniziative, cercate tra i vostri dati, i motivi di disagio che, documentatamente, portano le prove della necessità di quello che starete progettando.

B. Srivete una Risoluzione per il Consiglio di Istituto.

    Una risoluzione è un documento che spiega articolatamente i problemi che volete presentare, i passi che sono stati fatti fino a quel momento per superarli o per affrontarli  ed i passi che devono ancora essere compiuti per arrivare allo sradicamento del problema. Sarebbe bene che la risoluzione, dopo essere stata presentata al Consiglio di Istituto, ne ricevesse l'approvazione e la sottoscrizione: questo varrebbe come riconoscimento e impegno formale per lottare contro il problema delle vessazioni scolastiche.

C. Fate  una  Campagna  Mediatica.

        Fate richiesta al giornalino della scuola, del sito Internet, etc..., di concedervi uno spazio per l'illustrazione dei risultati della vostra inchiesta e delle prospettive della vosdtra azione anti-discriminazione. Siate puntuali (a rischio di pedanteria) nell'esposizione dei vari punti. Non date nulla per scontato e per noto: tutto va spiegato con precisione. Ricordatevi di fare citare il nome del vostro gruppo.

CONTROINDICAZIONE: Prendete sempre in considerazione la possibilità, tuttaltro che remota, di generare delle reazioni negative da parte dei vostri possibili oppositori: preparate delle risposte ad attacchi o critiche che possono comparire negli stessi media che voi avete utilizzato.

D. Usate  i  Risultati  per  Guadagnarvi  il  Sostegno  e  l'Appoggio dei  Genitori.

       Stringere un'alleanza con i genitori è una delle vie più efficaci per condurre la vostra campagna, soprattutto se si tratta di convincere i docenti e la Direzione Scolastica. Fare una presentazione nelle assemblee dove sono presenti i genitori è una idea buonissima: l'importante è chiedere la loro attiva collaborazione. Possono esserci anche altre organizzazioni anti-discriminazione nel territorio: è bene interpellarle se esse hanno una reale capacità di 'penetrazione' nella scuola.

E. Usate  i  Risultati  per Fare  dell'Attivismo  anche al di fuori della Scuola.

      Chiedete al Consiglio di Istituto di rendere noti i risultati anche al di fuori della vostra scuola: provveditorato, organizzazioni per le pari opportunità, etc.: è un ottimo traguardo intermedio quello di ottenere sostegno da tali soggetti: altrimenti questo punto E è un inutile orpello.

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RISPONDERE ALLE  OFFESE

   Voi ed i membri del vostro gruppo, potete agire rispondendo (ma soprattutto sapendo prima come farlo) alle ingiurie, quando sentite che vengono pronunciate.   Tenete una riunione e discutete delle linee-guida per rispondere alle offese (linee-guida che sono presentate più sotto). Potete anche procedere con i metodi (che verranno presentati nelle pagine seguenti) del ''confronto con le conflittualità'' e dell'  ''Educazione degli Amici-Coetanei'', per avviare un processo educativo all'interno del vostro stesso gruppo, provando questi metodi in anticipo rispetto a quando vi torneranno utili, nei confronti dell'intero corpo studentesco.

   Qui di seguito, vengono presentati alcuni utilissimi 'step' da usare quando qualcuno ti dice in faccia qualcosa che ti offende, oppure quando lo dice a qualcun altro. Discutete e ''mettete in scena'' queste situazioni , ai vostri incontri preparatori, e determinatevi a rispondere alle offese quando le sentite pronunciare da studenti o da chiunque altro.   Sarebbe ottimo che ne parlasta anche con gli insegnanti più sensibili alla causa, perché anche loro condividano e ''migliorino'' la risposta alle offese.

   Siamo stati tutti cresciuti in una società oppressiva e tutti siamo imbevuti di stereotipi. Se offendi qualcuno, non vuol dire necessariamente che sei una persona spregevole, ma è necessario che tu faccia i conti con te stesso e con gli altri per costruire un ambiente umano più solidale. Lavorare in un gruppo anti-ingiurie ed anti-discriminazioni, all'interno della tua scuola, è ottimo mezzo per ridurre le offese che tu e gli altri dite.

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QUANDO SENTI UN'OFFESA

1.  FAI  UN  BEL  RESPIRO                                             

                                       

2.  DI' NEL TUO GRUPPO O A UN AMICO, QUELLO CHE

HAI SENTITO, CON MASSIMA PRECISIONE.         

         

3.  DI' COME TI SEI SENTITO, SENZA PARTICOLARE    

NESSO CON LE TEORIE E LE DISCUSSIONI DEL    

GRUPPO, MA APERTAMENTE E DIRETTAMENTE  .

4.  SPRONA IL TUO GRUPPO PERCHE' SI FACCIA       

QUALCOSA. AD ESEMPIO,  FATE RICHIESTA    

ESPLICITA CHE QUELLA PAROLA E QUELLA    

FRASE NON VENGANO PIU'   USATE.               

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QUANDO QUALCUNO VIENE OFFESO DA TE E TI RISPONDE

1.  FAI  UN  BEL  RESPIRO.                                         

2.  VEDI  COME  STA  MESSO  IL  TUO  ORGOGLIO:

COMUNQUE, ANCHE SE NON NE HAI MOLTIS-

SIMO,  NON METTERTI  SULLA DIFENSIVA.    

3.  FAI  USO  DELL'  ''ASCOLTO  ATTIVO'':   CIOE', 

QUANDO QUALCUNO PARLA DI COME QUAL-

COSA CHE TU GLI HAI DETTO LO FA SENTIRE,

NON INTERROMPERLO, MA ASCOLTALO ATTEN-

TAMENTE.                                                        

4.  RIGRANZIALO DI CUORE PER AVERTI DETTO 

IN FACCIA, SENZA BUGIE E GIRI DI PAROLE,

QUELLO CHE PENSAVA DI TE.                    

5.  PENSA BENE PRIMA, PER POI PASSARE AL-

L'AZIONE. UNA BUONA AZIONE E' ANCHE

SOLO QUELLA DI CANCELLARE L'ESPRES-

SIONE DAL TUO GERGO. DOVRESTI MA-   

GARI ANCHE SCUSARTI ED IMPEGNARTI  

AFFINCHE' LE OFFESE VENGANO RIDOTTE

DA PARTE DELL'INSIEME DEGLI STUDENTI.

6.  PUOI RINGRAZIARE, ANCHE IN UN SECON-

DO MOMENTO CHI HAI OFFESO. SAPPIA-

MO BENE CHE E' UN PASSO DIFFICILE, MA

E' IMPORTANTISSIMO AL FINE DELLA RI-  

CONCILIAZIONE E  DELLA COSTRUZIONE

DI UNA BUONA AMICIZIA E DI UNA SAL- 

DA COALIZIONE CONTRO LE OFFESE E LE

DISCRIMINAZIONI: SE FAI QUESTO, DIMO-

STRERAI DI ESSERE VERAMENTE INTERES-

SATO ED IMPEGNATO NEL CAMBIAMEN-

TO POSITIVO DEL TUO AMBIENTE SCOLA-

STICO.                                                     

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                                                                          (MATERIALE TRATTO ED ADATTATO DA: CHANGEWORK)

EDUCAZIONE  DEGLI  AMICI - COETANEI

   Educare i vostri amici, i vostri coetanei, che studiano nel vostro Istituto, sui temi delle vessazioni e delle ingiurie (ivi compresi i nomuncoli offensivi) è uno dei metodi più efficaci affinché la tua scuola divenga più sicura ed accogliente per tutti. Può essere utilissimo formare una coalizione con altri gruppi, club, bande di amici, nella vostra scuola per educare i tuoi coetanei sui temi delle vessazioni e ddi ogni forma di oppressione.

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SENZA  BISOGNO  DI AUTORIZZAZIONE

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TENETE UN TEACH - IN NEL DOPOSCUOLA

(O FUORI DALLA SCUOLA)

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PIANIFICATE UN INCONTRO NEL DOPOSCUOLA, IN

QUALCHE SPAZIO AUTOGESTITO, IN QUALCHE LO

CALE, CENTRO CIVICO, ASSOCIAZIOENE   -  AL DI    

FUORI DELLA VOSTRA SCUOLA, DOVE VI  INCON-

TRERETE CON ALTRI STUDENTI PER PRESENTARE

E COMINCIARE AD APPLICARE LE VOSTRE STRA-

TEGIE CONTRO LE OFFESE E LE DISCRIMINAZIONI.

POTETE ANCHE ALLARGARE AD ALTRI STUDENTI

L'INCONTRO DEL VOSTRO GRUPPO E DEDICARLO A

TALE PROGETTO. E' BELLO CHE ANCHE ALTRI GRUP

PI SCOLASTICI E SOCIO-CULTURALI POSSANO ES-

SERE COINVOLTI.                                                                

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FATE  ''GUERRILLA - THEATER''

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DIRETE CHE E' UN'AMERICANATA: MA TALVOL-   

TA NEGLI USA CI AZZECCANO.  SI TRATTA DI       

METTERE IN ATTO DELLE SCENETTE/SCENATE    

FINTE (MA REALISTICHE) NEI CORRIDOI O IN AL-

TRI AMBIENTI SCOLASTICI AL DI FUORI DELLE    

LEZIONI: NATURALMENTE DEVE ESSERCI UNA    

PARTE CHE OFFENDE ED UNA CHE SI DIFENDE    

SECONDO I PUNTI ESPOSTI SOPRA.                         

ALLA FINE DEVONO SALTARE FUORI I RESPON-

SABILI DEL GRUPPO E SPIEGARE, RIVELANDO      

LE FINALITA', LE DINAMICHE DELLA OFFESA/  

DIFESA, DELLA LOTTA DEL VOSTRO GRUPPO E...

UN PO' DI PUBBLICITA' NON GUASTA....             

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NEL  CORSO  DEL  TEMPO...

   1.  Fate la Vostra  Inchiesta.

           Prima di tutto, fate un'inchiesta più o meno approfondita sulle offese ingenerale: la loro storia, e come esse si siano integrate nella pratica del potere e delle vessazioni (come presentato all'inizio di questo libretto-manuale). Poi, se lo volete, parlate con i gruppi locali che si interessano di educazione dei giovani, di consulenza per il comportamento degli studenti nelle scuole, etc. Contattate altri gruppi anti-discriminazione di scuole della vostra zona oppure associazioni LGBTQ (Politropia ( http://politropia.splinder.com) , ad esempio) e traete informazioni sulle attività passate di sensibilizzazione nelle scuole ed anche sui programmi anti-discriminazione, non rivolti esclusivamente all'ambiente scolastico (Giornata Mondiale Contro l'Omofobia 17 Maggio; T-DOR 20 Novembre, Coming Out DAY...)

   2.  Fate un bello Schema di quello che la vostra Scuola è Disposta a concedervi ed a

       lasciarvi Fare.

           Parlate con gli insegnanti più sensibili, fate quetso prima di tutto! Poi, andate dal Preside e in Consiglio di Istituto, avendo pria, coinvolto, il più possibile altre associazioni studentesche.   Presentate loro un'AGENDA convincente e battete sul ferro finché è caldo, sottolineando la necessità della vostra azione ed i motivi che la rendono improrogabile. Potete presentare alla vostra scuola le statistiche presentate in questo manuale, oppure quelle dell'IGLYO, sulla situazione in Europa ( www.iglyo.com ).

   3.   Ottenete l'Approvazione.

            Incontratevi con il Preside e con il Consiglio di Istituto, per richiedere l'approvazione delle vostre iniziative. Presentate il vostro rogetto sottolineando i fattori che lo rendono indispensabile nella vostra realtà scolastica ed i punti salienti della vostra iniziativa. Più oltre ci sono delle dritte per ottenere l'approvazione.

   4.   Trovate  un Insegnante  Sensibile  come  Corresponsabile  della Vostra Attività.

         Trovate un insegnante sensibile e che sia pronto a sostenervi, magari concedendo del tempo per la presentazione delle vostre attività nelle sue classi.   Può essere difficile individuare quale tra gli insegnanti è pronto a sostenervi, ma facendo circolare 'ufficiosamente' la voce sullòe vostre attività e facendo un poco di Guerrilla-Theatre, si possono scoprire le carte!  Da questi insegnanti potrete trarre utilissime informazioni su praticamente tutte  le fai da cantierare per la vostra iniziativa, soprattutto se si tratta di andare dal Preside  o in Consiglio di Istituto per ottenere l'approvazione di qualche progetto che avete elaborato.

   5.   Fate  le  Prove.

        E' bene non improvvisare: dunque fate le prove all'interno del vostro gruppo, simulando i discorsi di richiesta di approvazione, il Guerrilla Theatre, etc...possono così emergere i possibili inghippi che non devono diventare imprevisti ufficiali e spiacevoli.

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In  Classe

1.  Trovate Collegamenti...

        Trovate collegamenti tra la vostra attività e quello che l'insegnante tratta nel programma della sua materia. Storia, Filosofia, Educazione Civica, Greco, Diritto...possono essere ottime materie per trovare fertili connessioni didattiche.

2.   Invitate un Membro del Consiglio di Istituto (oppure un altro Insegnante) come Osservatore.

      Invitate un membro del Consiglio di Istituto (o un altro insegnante) a vedere la vostra attività nelle classi: è forse il migliore metodo per convincerli dell'opportunità della vostra attività e per trasmettere loro direttamente la sensibilità sui temi che trattate. Inoltre è un modo per farsi degli alleati ulteriori.

3.   Siate  Pronti ad Accogliere senza Paranoie e Fibrillazioni le Manifestazioni di Disapprovazione e di Ostilità.

        Il motivo per cui voi vi proponete di fare azioni specifiche, workshop, nelle classi, è quello di destare la consapevolezza su alcuni problemi. Alcuni (forse molti) si troveranno in netto disaccordo con voi: questo fatto deve essere accettato fintantoché non diventi espressione di volontà di annichilimento e di distruzione della vostra iniziativa. Accettate le critiche degli altri senza porvi sulla difensiva: mostrarvi timorosi e rinunciatari non serve a nulla e potrebbe fare sfaldare il vostro gruppo!

4.   State Incollati Tenacemente ai Punti della Vostra Proposta

        State facendo un'attività rivolta contro le discriminazioni, le offese e le vessazioni. Non andate fuori dal seminato! Non serve trascinare o lasciarsi trascinare in dibattiti sulla liceità morale delle pratiche sessuali secondo le religioni...o temi simili: anzi, è dannoso e brucia il tempo a vostra disposizione.

5.     Siate Onesti con Tutti

        Siate onesti su quello che sapete e non sapete. Se non sapete una risposta, dite apertamente che non sapete darla e che vi informerete a proposito. Potete promettere alla classe di mettere loro a disposizione, in breve tempo, la risposta che non avete fornito, informandovi su Internet o presso gruppi lgbtq come Politropia...

Dopo le Iniziative  in  Classe...

1.   Imparate dalle vostre stesse Valutazioni.

       Date il tempo che serve alle persone del vostro gruppo, ed a altre, perché possano fornire una valutazione scritta dell'attività fatta e perché possano elaborare una posizione di critica costruttiva. Le persone che vedono tutto nero non devono scoraggiarvi, né dovete tenere in gran conto le opinioni totalmente positive o negative.

2.   Monitoraggio dell'Attività Svolta

      Fate il punto con gli insegnanti che vi hanno concesso lo spazio per le vostre attività nelle loro classi: vi è stato un seguito al vostro incontro/discussione?; gli argomenti che si collegavano alla lotta contro le discriminazioni e le offese sono stati ulteriormente approfonditi?; vi è stato entusiasmo, delusione, indifferenza per l'iniziativa?  Se avete invitato un membro del Consiglio di Istituto: chiedetegli la sua opinione franca sullo svolgimento dell'attività in classe!

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EDUCAZIONE  DEGLI  INSEGNANTI

   Gli insegnanti svolgono un ruolo cruciale nell'educazione scolastica e possono diventare forti e validi alleati nella lotta contro l'odio, la violenza e le discriminazioni. Momenti ed occasioni per l'  ''Educazione  degli  Insegnanti'' (sui temi che stiamo trattando) possono darvi la sicurezza che un gruppo di docenti nella vostra scuola, ha  appreso e dunque sa come comportarsi di fronte a tutto quello che riguarda le diversità nella scuola: trarrete poi, anche la certezza che essi saranno ben più inclini alla collaborazione con le famiglie, con ambienti scolastici ed extrascolastici, quando si tratterà di affrontare questi temi! Poi, sapranno intervenire direttamente per fermare le ofese, quando esse siano pronunciate in loro presenza.  Qui sotto vengono presentati alcuni ''step'' necessari per l' ''Educazione degli Insegnanti'' sul problema delle ingiurie  e  delle vessazioni in ambiente scolastico.  Più oltre verrà anche presentata una Training-Agenda, rivolta agli insegnanti.

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SENZA BISOGNO DI APPROVAZIONE

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1.   COLTIVATE ED IMPEGNATEVI IN ''ALLEANZE'' CON I DOCENTI

INCONTRATE INDIVIDUALMENTE TUTTI QUEGLI INSEGNANTI,

CHE, IN QUALCHE MODO, SI SIANO DIMOSTRATI SENSIBILI    

ED INTERESSATI ALLA VOSTRA CAUSA. DOMANDATE LORO     

COME SI COMPORTANO QUANDO SENTONO CHE UN'OFFESA  

DISCRIMINATORIA VIENE RIVOLTA DA QUALCHE STUDENTE AD

UN ALTRO, CHIEDETE LORO UN IMPEGNO MAGGIORE E PIU' DE-

TERMINATO IN TALI CIRCOSTANZE. CHIEDETE DI PARLARE AD  

ALTRI INSEGNANTI SENSIBILI, CON L'OBIETTIVO DI RENDERLI    

DETERMINATI NEL CONTRASTO DELLE INGIURIE                         

2.   FATE  UN'INIZIATIVA DI  ''EDUCAZIONE DEGLI INSEGNANTI''       

AL DI FUORI DELLA SCUOLA                                                       

TENETE  UNA SESSIONE DI  ''EDUCAZIONE DEGLI  INSEGNANTI'',   

NEL WEEK-END, DURANTE GLI SPAZI CHE VI VENGONO CONCESSI

DALLA SCUOLA, OPPURE IN FORMA BREVE NEL DOPOPRANZO.      

RACCOGLIETE UN GRUPPETTO DI STUDENTI CHE SIA PRONTO A   

PARLARE DELLE LORO ESPERIENZE: QUANDO SONO STATI OGGET-

TO DI UN'INGIURIA...IN QUALI CIRCOSTANZE HANNO SENTITO      

CHE QUALCUNO VENIVA DISCRIMINATO,  ETC...                             

PRESENTATE, IN DETTAGLIO, GLI OBBLIGHI LEGALI CHE CIASCUNA

SCUOLA HA, PER DIFENDERE CIASCUN STUDENTE DALLE VESSA-   

ZIONI. POI DITE QUANTO E' IMPORTANTE CHE LA POSIZIONE AU- 

TOREVOLE DI UN INSEGNANTE VENGA USATA PER RISPONDERE EF-

FICACEMENTE ALLE OFFESE ED ALLE INGIURIE, NONCHE' A TUTTE  

LE MANIFESTAZIONI DI ODIO. ECCO  I  PASSI DA FARE:                

A.  DECIDERE SE LA VOSTRA ATTIVITA' DI EDUCAZIONE

DEGLI INSEGNANTI DEBBA ESSERE CONDOTTA DI-

RETTAMENTE DAL VOSTRO GRUPPO, OPPURE SE    

SIA MEGLIO RIVOLGERVI A QUALCHE ASSOCIAZIO

 NE ESTERNA.                                                               

       B. NEL SECONDO CASO: TROVATE UN GRUPPO/ASSOCIAZIO

NE  (TIPO QUELLE LGBTQ) CHE POSSA VENIRE NELLA

VOSTRA SCUOLA - AVENDO CURA DI METTERVI D'AC-

CORDO, PER TEMPO, SULLA DATA E SULLE MODALITA'.

C. CONTATTATE ALTRI GRUPPI/ORGANIZZAZIONI STUDEN

TESCHE DELLA VOSTRA ZONA ED INFORMATELI SUL  

STRO PROGETTO DI EDUCAZIONE DEGLI INSEGNAN-

TI.                                                                                   

D. I  GRUPPI STUDENTESCHI CHE AVETE CONTATTATO E/O

VOI STESSI, CURINO LA PUBBLICITA' DELL'INIZIATIVA

ANCHE IN ALTRE SCUOLE.                                              

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Educazione  deli  Insegnanti  nella  Vostra  Scuola

1.  Mettete  in  Agenda  un  Incontro

   Preparate un incontro con il vostro Preside, o un altro membro del Consiglio di Istituto, che si occupi delle iniziative e dei gruppi studenteschi, per manifestargli la vostra volontà di organizzare un Evento per l'  ''Educazione  degli  Insegnanti'', sui temi della lotta contro le discriminazioni, alle ingiurie ed alle vessazioni. Dovrete ottenere l'approvazione: che sarà necessaria, soprattutto se avete intenzione di chiamare un'associazione esterna alla vostra scuola (per questo è importante che abbiate costruito prima, una buona alleanza con studenit ed insegnanti sensibili a questi temi!)

2.   Fate  il  Vostro Incontro

      Decidete e scegliete bene chi deve andare all'incontro con il vostro Preside o con il membro del consiglio di Istituto. Mandate 1-2 persone, ben motivate...non andate in tanti: si creerebbe solo confusione eccessiva nell'esposizione del progetto...che proprio per questo potrebbe essere male accolto dal Preside! Qui sotto riportiamo un'  ''Agenda'' per questo incontro:

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1. PRESENTAZIONE  E  SALUTI                   

2. DITE SUBITO PERCHE' SIETE ANDATI ALL'INCON-

TRO. PRESENTATELE VOSTRE MOTIVAZIONI SUL

FATTO CHE L'EDUCAZIONE CONTRO LE INGIURIE

E' NECESSARIA PER SRADICARE LE OFFESE E  

LE VESSAZIONI DALLA VOSTRA SCUOLA. TENERE

QUESTI INCONTRI E' UN MODO DI DARE CORPO  

ALL'ACCETTAZIONE DELLE DIVERSITA' CHE E'  

RACCOMANDATA DALLE LEGGI E DAL BUON SENSO.

3. METTETE SUL PIATTO LE VICENDE PERSONALI DI AL-

CUNI STUDENTI, ACCADUTE NELLA SCUOLA. E'OP-

PORTUNO CHE SIANO SCRITTE...LEGGETENE UNA O 

DUE AL PRESIDE E POI LASCIATEGLI IL DOCUMEN-

TO.                                         

4. PRESENTATE LA VOSTRA INCHIESTA. POTETE FARE USO

DELLE STATISTICHE PRESENTATE ALL'INIZIO DI  

QUESTO MANUALE, COSI' COME DI QUELLE FORNITE 

DALL'IGLYO ( WWW.IGLYO.COM ), MA E' MEGLIO SE

AVETE DATI RACCOLTI DA VOI STESSI NELLA VOSTRA

SCUOLA. POTETE ANCHE PRESENTARE UNA PETIZIONE

FIRMATA DAGLI STUDENTI DELLA VOSTRA SCUOLA. 

5RICHIEDETE UN INCONTRO PER ''L'EDUCAZIONE DE 

GLI INSEGNANTI''. A QUESTO PUNTO, POTETE MO

STRARE AL PRESIDE LA VOSTRA ''AGENDA'', PER

FARE PRESENTE COME POTREBBE ESSERE STRUT-  

TURATO TALE INCONTRO.                      

6. SIATE PRONTI AD UN PATTO/COMPROMESSO CON IL 

VOSTRO PRESIDE: PUO' DIRVI CHE NON E' POS-

SIBILE ACCETTARE LA VOSTRA PROPOSTA PERCHE'

INTENDETE CONVOCARE DELLE ASSOCIAZIONI E-  

STERNE ALLA SCUOLA.  POTETE DIRGLI CHE E' 

POSSIBILE CONTATTARE GRUPPI CHE NON RICHIE

DONO UN COMPENSO ECONOMICO: VALUTATE QUA-

LE ASSOCIAZIONE CHIAMARE SE NON VI PREN- 

DETE IN PRIMA PERSONA LA RESPONSABILITA' 

DI ORGANIZZARE ''L'EDUCAZIONE DEGLI INSE-

GNANTI''.  RICORDATEVI SEMPRE  CHE I FON-

DI CHE IL VOSTRO PRESIDE POTREBBE METTER-

VI A DISPOSIZIONE SONO UN'ARMA A DOPPIO  

TAGLIO: DIFATTI POTREBBERO ESSERE ADDOT- 

TI COME MOTIVO PER CASSARE UNA OSTRA INI-

ZIATIVA. TENETE SEMPRE PRONTO UN ''PIANO 

B'', NEL CASO IN CUI IL VOSTRO PRESIDE SI

OPPONGA FERMAMENTE AL PROGETTO DI ''EDU- 

CAZIONE DEGLI INSEGNANTI''. AD ESEMPIO,  

DOMANDATEGLI SE IL VOSTRO GRUPPO PUO' FA-

RE UNA ''PRESENTAZIONE'' IN CONSIGLIO DI

ISTITUTO.                               

7. FATE IL RESOCONTO DI TUTTE LE VOSTRE PRO-  

POSTE CHE SONO STATE APPROVATE E DEGLI  

IMPEGNI CHE IL PRESIDE SI E' ASSUNTO.   

8. RINGRAZIATE. MANDATE UN BREVE COMUNICATO AL

PRESIDE PER RINGRAZIARLO DEL TEMPO CHE  

VI HA CONCESSO.                         

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3.  In Seguito all'Incontro...

      Scrivete e stampate un documento con tutto quello che è accaduto nell'incontro con il vostro Preside. Mettete bene in evidenza che cosa è stato approvato. Mandate tale resoconto al Preside ed al Consiglio di Istituto, affermando che non siete dei parolieri, cui non dare fiducia, ma che vi aspettate la seria realizzazione degli impegni contratti.

4. Fate il Vostro Incontro di Educazione degli Insegnanti

      Troverete più oltre, una piccola 'agenda' di massima, per condurre un buon incontro di ''Educazione degli Insegnanti''. Abbiate a portata di mano tutte le norme legislative che vi proteggono, mentre andate avanti con la vostra iniziativa.

5. Raccogliete Lettere  di  Sostegno

      Sia che facciate una presentazione delle vostre iniziative, sia che teniate un incontro di sensibilizzazione al Consiglio di Istituto, sia che teniate un incontro di ''Educazione degli Insegnanti'': assicuratevi che gli insegnanti scrivano dei resoconti, delle lettere, dei documenti, nei quali esprimano i punti della vostra iniziativa che li hanno coinvolti ed aiutati. Date copia di tali documenti all'Ufficio di Presidenza, cosicché venga provata la necessità e l'efficacia dei vostri interventi. Poi, queste lettere costituiscono di fatto, un ''precedente'': serviranno a dimostrare la validità dell' ''educazione degli insegnanti'' anche in occasioni ulteriori.

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''EDUCAZIONE  DEGLI  INSEGNANTI'' nella Vostra  Zona

    La vostra scuola può approvare la vostra richiesta di ''Educazione degli Insegnanti'', condotta dal vostro stesso gruppo, oppure affidata ad associazioni esterne alla vostra scuola. Se vi trovate nella situazione di dovere ottenere l'approvazione del vostro Consiglio di Istituto - e soprattutto se la ottenete - questo è un ottimo passo per pensare di allargare la vostra azione anche ad altre scuole della vostra zona. E' bene stabilire ''ponti'' con altre organizzazioni studentesche della vostra zona e presentare le vostre proposte. Potrete poi essere invitati alle loro Assemblee d'Istituto, per inoltrare la vostra iniziativa.

1. Cercate  Alleati

      Guardatevi attorno, per trovare chi, nel vostro Consiglio di Istituto, potrebbe essere favorevole all'approvazione del progetto di ''Educazione degli Insegnanti'', chi potrebbe essere indifferente e chi contrario. Stabilite buoni rapporti con coloro che vi possono dare sostegno e tirateli saldamente dalla vostra parte: fatevi giudicare persone serie, cosicché possano fare opera di convinzione presso gli indecisi. Lo stesso fate con genitori e studenti che approvano e sono entusiasti per quanto fate: chiedete loro di scrivere lettere di incoraggiamento a favore della vostra iniziativa. Le copie di tali lettere sono assolutamente necessarie per le presentazioni delle vostre attività che farete dinnanzi il Consiglio di Istituto.

2. Preparate la Vostra Presentazione

      Fate uno schema, ben dettagliato, dei punti e delle tecniche di presentazione del vostro gruppo e delle vostre iniziative nel Consiglio di Istituto. Preparatevi bene per questo ''passo'' importantissimo.

3. Presentatevi al Consiglio di Istituto

     L'agenda per questo incontro può essere del tutto similea quella per l'incontro con il vostro Preside, tuttavia, tentate, se possibile, di includere esperienze non meramente inerenti la vostra scuola, ma anche riferite ad altri contesti della vostra zona.   Siate sintetici: potreste correre il rischio di ammassare troppo materiale e renderte l'incontro pesante, lungo ed assai poco incisivo. Presentate, soprattutto, richieste di intervento ed attestazioni di sostegno da parte di genitori e di altri insegnanti della vostra scuola, ma anche da docenti esterni al vostro istituto, che abbiano avuto qualche esperienza nella lotta contro le discriminazioni. Probabilmente non vi sarà tempo per presentare tutta questa documentazione e tutti questi interventi, ma la massa delle testimonianze è importante per fare capire l'urgenza delle vostre iniziative.

4.   Fate il Vostro Incontro  di  ''Educazione degli Insegnanti''

      Al termine di questo libretto ci sono consigli utili per tenere un incontro di ''Educazione  degli  Insegnanti''.   Abbiate sempre bene chiaro i diritti che insegnanti e preside vi devono riconoscere ai sensi di legge (vedere alla fine del presente manuale).

5.   Raccogliete  Lettere di Appoggio e di Sostegno

       Dopo il vostro incontro di ''Educazione degli Insegnanti'', fate scrivere agli insegnanti  delle lettere che evidenzino il modo in cui l'incontro li ha aiutati e li ha resi più consapevoli dei problemi affrontati.   Mandate copie di queste lettere al Consiglio di Istituto, per ottenere il suo impegno anche per iniziative future.

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VISUAL    ACTIVISM

     L'utilizzazione di vari media nella vostra campagna contro le discriminazioni, le offese e le vessazioni, può essere un ottimo modo di dare appeal alle vostre iniziative e di attrarre l'attenzione degli altri studenti, portarli a ''pensare'' sull'argomento che state proponendo, e, in modo generale, ad incrementare l'efficacia del lavoro che state facendo.

    Il  ''visual activism'' può essere messo in opera in varie maniere, e può rivelarsi un buon corroborante per praticamente tutti i vostri progetti anti-discriminazione nelle scuole.

    In questa sezione di ''Ferma Adesso'', presentiamo un buon numero di idee per il ''visual  activism'', sperimentate dalla GSA Network (Gay-Straight Alliance Network), negli Stati Uniti. Ma è molto meglio se fate voi i creativi, e che sviluppiate da soli le vostre forti idee senza necessariamente copiare da qui!

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SENZA  BISOGNO DI APPROVAZIONE

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Iniziative per Attività Personali e Collettive

Il vostro gruppo può includere il ''visual ac-

tivism'' nella vostra campagna contro le offe-

se, incitando alla partecipazione, che deve an

che essere quella personale. Fate fasce da in-

dossare sulle braccia, fiocchi, adesivi, botto

ni e spille colorate...e anche magliette: poi 

distribuiteli a membri di gruppi scolastici e 

a vostri sostenitori che condividono con voi  

l'obiettivo di erigere una barriera contro le 

offese nella vostra scuola.

Se in precedenza, avete usato slogan e cartel

loni con slogan effficaci, ripeteteli su que-

sti nuovi oggetti e mettetevi anche frasi 'ob

bligate' ma importanti come: ''Io Non Uso Un 

Linguaggio Offensivo!''. Coalizzate tutti i  

vostri sostenitori, affinché indossino e por-

tino a scuola tutti questi oggetti/gadget nel

lo stesso giorno, per lanciare bello e forte 

un segnale visivo: così potrete provocare una

discussione aperta tra docenti e studenti sul

linguaggio offensivo.

Proprio perché questa è un'attività colletti-

va, che però riguarda la sfera delle scelte 

personali, può essere una opzione ottima, se

doveste faticare per ottenere l'approvazione

di altre attività, da parte della vostra    

scuola.

Nelle  Classi...

Il vostro gruppo può anche appendere car  

telloni e distribuire volantini nelle clas-

si, senza previa autorizzazione da parte 

del  Preside. Dipende sempre dall'atmosfe-

ra che si respira nel vostro Istituto: ma 

se gli insegnanti si sentono abbastanza  

liberi da concedervi di appendere cartel-

loni e poster, questo è già un bel passo 

in avanti nella sensibilizzazione visiva:

dipende se la tua scuola è più o meno re-

strittiva su quello che i docenti posso-

no decidere di fare tra le quattro mura 

di una classe.

Nel paragrafo ''Poster in Classe'' pre-

senteremo spunti specifici per realiz- 

zare questo progetto.

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MOSTRE  DI  SENSIBILIZZAZIONE

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   Una delle proposte più efficaci al fine di presentare un progetto di  ''visual activism'' nella vosta scuola è quello di organizzare una piccola mostra anti-ingiurie ed anti-discriminazioni.

   Questo vuole dire o  che si intende progettare una mostra itinerante in più scuole (come ad esempio, la mostra ''High Contrast: Shades of Our Identities in California''), oppure pensare ad una mostra più piccola, limitata alla vostra realtà.

   Notate bene: avrete bisogno dell'approvazione del Preside, e quindi dovrete tabulare la eventuale mostra nella vostra TimeLine, per sapere come muovervi e quali passi fare.

UN ESEMPIO:  HIGH  CONTRAST  NELLE SCUOLE DELLA CALIFORNIA

   ''High Contrast: Shades of Our Identities in California'' è una mostra interattiva foto-narrativa, progettata e realizzata da giovani studenti, che si sposta da scuola a scuola in tutta la California.  Creata da giovani, ''High Contrast'' utilizza immagini molto significative, in bianco e nero, delle poesie e dei racconti, per mettere dinnanzi ai visitatori, esempi di varia discriminazione, interconnessi tra loro.

   Si è misurato che le scuole che la hanno ospitata hanno visto un netto miglioramento della qualità dell'accettazione nel loro ambiente scolastico.

  I gruppi anti-offese, come il vostro, sono i primi attori e le forze determinanti nel promuovere tali mostre nelle voistre scuole; ed i vostri membri devono lavorare duro per ottenere che le mostre vengano visitate, ma sopprattutto affinché vengano comprese, nelle loro finalità, da insegnanti e studenti.

   Per maggiori informazioni su ''High Contrast: Shades of Our Identities in California'', visitate il sito: www.gsanetwork.org/freezone

PROGETTARE  UNA  MOSTRA NELLA  VOSTRA SCUOLA

   Potete pensare di fare una mostra anti-discriminazione, contro l'odio e le offese, che riguardi solamente la vostra scuola. Potete naturalmente, copiare l'esempio di ''High Contrast'' (vedi paragrafo sopra), ma anche ''ritagliare ed adeguare'' la mostra sulle caratteristiche della vostra scuola, raccogliendo immagini, interviste, e quant'altro possa aiutarvi a combattere le discriminazioni tra i vostri amici, tra i vostri docenti. Potete, se vi viene concesso dal preside, mettere delle bacheche nella biblioteca o nel corridoio per dare maggiore istituzionalità alla mostra. Se avete fatto l'inchiesta statistica sulle ingiurie nella vostra scuola, questa può essere la buona occasione per presentarne i risultati in modo meno ufficiale, ma più accattivante dal punto di cista sonoro, visivo, multimediale.

   Ma badate bene a non imbalsamare la vostra mostra all'interno di bacheche!  Ci sono altri mezzi altrettanto o più validi per convogliare i messaggi: ad esempio, potete portare nella scuola un armadio (che rappresenta il guscio nel quale la persona offesa si rinchiude a riccio (closet), ma che non le dà sicurezza e la soffoca sempre più). Sulla parte interna delle ante, potete scrivere le offese più comuni, osservazioni gelide e cariche di odio...magari proprio quelle frasi che avete repertoriato tra gli studenti della vostra scuola; su quella esterna invece, scrivete frasi di attivisti dei diritti umani, informazioni sul vostro gruppo e sui suoi obiettivi, e commenti di studenti che hanno manifestato la loro ferma opposizione alle offese sentite.  Mettete l'armadio in una zona comune, dove sia bene visibile e ove ci sia qualcuno pronto a spiegare il suo significato.

Poster  nelle  Classi...

LIBERATION  INK

   ''Liberation Ink'' è una serie di 7 poster creati da alcuni giovani che volevano fare cambiare l'aria nelle loro scuole.. Questi poster sono distribuiti in California dalla GSA Network. I poster servono a dare voce 'visiva' a tutti quei giovani che si impegnano per la giustizia, nella forma della contraposizione a tutte le forme di odio,di vessazione e di discriminazione. Alcuni poster danno risposte dirette agli insulti.

Per maggiori informazioni visitate il sito: www.gsanetwork.org/freezone

ZONA  FRANCA  DALL'ODIO

   Una bella maniera di coinvolgere i vostri insegnantinel fare fronte agli insulti nella scuola, è quella di disegnare dei cartelloni da appendere nelle classi e di domandare agli insegnanti di impegnarsi attivamente nel contrasto dei discorsi d'odio, delle offese - quando questi capitino in classe (dove il cartellone è appeso). I vostri poster potranno recare frasi-slogan come: ''Nessuno spazio per le Offese'';  ''Dichiarazioni di Odio Non Tollerate in Questa Classe'';  ''Zona Libera dall'Odio - Niente Ingiurie''.  Potete anche discutere con gli insegnanti sul modo migliore per rispondere all ingiurie, scambiandovi opinioni ed idee.

Per qualche idea in più su questo progetto: www.gsanetwork.org/resources/hatefree.html

Cartelloni  e  Volantini  nelle Aree Comuni...

   Potete anche produrre materiali visii da mettere nelle aree comuni della vostra scuola, come i corridoi, la sala delle macchinette delle merendine, la mensa, etc...Siate abili a disegnare questi fogli in modo tale che possano essere facilmente fotocopiati, così li produrrete senza tanta spesa e li distribuirete efficacemente.

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Non demordete  se  i  votri cartelloni venissero strappati nei

corridoi, oppure se venissero imbrattati!

Ecco cosa fare se dovesse capitare!

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1.  Registrate  quanti cartelloni sono stati strappati oppure danneg-

giati. E' un dato utile da comunicare ai docenti ed alla presi-

denza per illustrare la 'dimensione' dell'intolleranza nella vo-

stra scuola.                                                                              

2.  Fate conoscere eventuali atti di vandalismo alla presidenza ed

al Consiglio di Istituto. Se dimostrate che i vostri poster     

vengono ricorrentemente e/o sistematicamente danneggati,

fatelo sapere in giro e cercate di ottenere una bacheca pro

tetta per esporli.                                                                    

3.  Mettete un messaggio sul muro, sotto il vostro poster, pensato

proprio per quelli che avessero la pessima idea di strappar-

lo. Molti gruppi lo hanno trovato metodo efficacissimo.     

Potete scrivere vari messaggi; qui di seguito ve ne diamo

solo alcuni esempi:                                                              

- L'Odio è Banale, mentre l'amore Richiede Coraggio

- Hai Appena Compiuta un'Azione Carica di Odio      

- Qui c'era un Poster che era Inteso a Fermare le        

Offese nella Tua Scuola!!!

Cosa intendi fare per Farla Finita

con l'Odio???

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Giorno  del  Silenzio

   Il ''Giorno  dl  Silenzio'' è un'iniziativa americana, ma erché non lanciarla anche da noi? Serve a richiamare l'attenzione sulle conseguenze spesso tragiche dell'omofobia, facendo prendere consapevolezza che il silenzio e l'uso del linguaggio sono mezzi efficacissimi per educare le persone ad avere una maggiore sensibilità.

   L'evento consiste in una giornata (negli USA cade ad inizio Aprile) nella quale tutta la popolazione scolastica viene invitata ad osservare un certo tempo di silenzio (1 minuto, ad esempio), per ricordare il silenzio ghettizzante cui sono condannati tutti quegli individui che sono bersaglio di offese e vessazioni per il loro orientamento sessuale.   Ma molti gruppi in America, aggiungono al ricordo degli oppressi a causa del loro orientamento sessuale, anche quello di tutti gli altri vessati per altri motivi: questa è una buona opportunità per mettere in luce come la dinamica dell'oppressione e dell'offesa, alla fine, sia sempre la stessa.

   Molti gruppi che hanno dato prova che la presenza di elementi e di materiali visivi nel 'Giorno del Silenzio', dà maggiore rilievo all'avvenimento e ne determina un maggiore successo. Si può anche chiedere a chi si è detto disponibile a parteciare, di indossare un indumento dello stesso colore; si può organizzare una piccola mostra (vedi sopra); si possono portare piccoli gadget che contraddistinguano l'iniziativa; scrivere cartelloni appositi; distribuire adesivi, nastri...

Per maggiori informazioni, visitate il sito: www.dayofsilence.org

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STRATEGIE  ANTI-OFFESE

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   Un metodo veloce ed efficace per avviare il dibattito e per sensibilizzare i vostri coetanei è quello di richiedere di fare il punto - con molta chiarezza - su tutto quello che la vostra scuola ha fatto, fa ed intende fare riguardo alle offese discriminatorie, alle prese in giro, alle vessazioni e a tutti gli altri incidenti rivolti contro una persona, a causa del suo sesso, del suo genere, dell'orientamentosessuale, del gruppo etnico, delle origini, della religione, del colore, delle disabilità fisiche e/o mentali.

   Innanzitutto, tutte le categorie incluse dalle leggi dello Stato nelle norme anti-discriminazione, devono essere presenti nella vostra richiesta di chiarificazione. Potete anche impegnare la scuola per una chiara enunciazione degli impegni che intende assumere, richiedendo l'affissione pubblica e bene in vista degli stessi.

   Se la vostra scuola ha già adottato delle strategie contro le offese e le vessazioni, fate una valutazione dell'impegno e dell'adesione - profonda o meno - che la direzione, il Consiglio di Istituto ed i docenti manifestano rispetto ai capisaldi di tale strategia. Ad esempio, se questa strategia prevede l'interventodegli insegnanti o dei collaboratori, quando vengono pronunciate delle offese nei corridoi o nelle classi, allora potete domandare se chi avrebbe dovuto intervenire è stato o meno adeguatamente formato per rispondere alle offese...se la risposta è negativa chiedete di organizzare un ''workshop'' anti-ingiurie, rivolto a tutti, ma soprattutto ai docenti.

   Se la vostra scuola ha adottato la strategia di punire solo chi offende senza avere predisposto una strategia di prevenzione delle offese, allora richiedete fermamente degli interventi (soprattutto da parte dei docenti) che insegnino a non offendere e che abbiano come oggetto l'educazione ferma ma comprensiva di chi ha pronunciarto l'offesa.

STRATEGIE  CONTRO  LE  OFFESE  NELLA  VOSTRA  ZONA

  E' chiaro che se farete fare i suddetti passi alla vostra scuola, allora potrete avere un impatto positivo su tutte le scuole della vostra zona. Questo sarebbe importantissimo per tutte le scuole della vostra zona, prive di un gruppo organizzato come il vostro, o dove l'ambiente relazionale si presenta ben più aspro.

   Se la tua direzione scolastica avesse difficoltà a concedervi quello che chiedete, potreste anche pensare di coalizzarvi con altri studenti della stessa città, per richiedere l'organizzazione e la relativa approvazione delle attività in più di una scuola. E' un buon modo per massimizzare i risultati dei vostri sforzi.

   Potete presentare alle varie amministrazioni scolastiche una ''Risoluzione contro le Offese'', vale a dire un documento che contenga le statistiche sulla vostra inchiesta scolastica, le statistiche generali sul vostro Stato, sulla vostra regione, etc..., gli impegni che siete riusciti a strappare soprattutto riguaro l'  ''Educazione degli Amici-Coetanei'' e l'  ''Educazione degli Insegnanti'', nonché la volontà di procedere a campagne pubblicitarie (poster, cartelloni), in tutte le scuole interessate.

   Un esempio, limitato alla California, ma che Politropia vuole presentare in Italia, con i dovuti adeguamenti l nostro quadro legislativo è: Make It Real: A Student Organizing Manual for Implementing California's School NonDiscrimination Law.

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IMPORTANTE: EVITARE LA TRAPPOLA DELLA STRATEGIA

DELLA  TOLLERANZA  ZERO

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  Quando richiedete una strategia scolastica per la lotta contro le offese e le discriminazioni, richiedete una strategia che sia forte, am anche flessibile ed equa...ciò significa: evitate la tolleranza zero. Ecco il perché:

1. LA TOLLERANZA ZER E' FONTE DI DISCRIMINAZIONI

Gli studi sulla TOLLERANZA ZERO hanno di- 

mostrato che tali strategie vengono, qua- 

si sempre applicate in modo discriminato- 

rio: negli USA, vengono applicate determi-

nando una forte predominanza delle espul-

sioni degli studenti di colore.          

2.  LA TOLLERANZA ZERO DA' SERI GRATTACAPI AI 

FORMATORI                             

I formatori, qualora venga usata la tol

leranza zero, arrivano alla conclusione

che si puniscono con lo stesso rigore  

infrazioni più o meno gravi: gli appli-

catori più zelanti della Tolleranza Ze-

ro favoriscono questa disparità di   

giudizio.                            

3.  LA TOLLERANZA ZERO MALE SI ACCOMPAGNA      

ALLE RIVENDICAZIONI PER I DIRITTI     

  CIVILI.                               

La Tolleranza Zero si basa sull'i-       

staurazione di una dinamica di pa-       

ura, di autoritarismo, di soluzioni,    

dunque, sempre inique ai problemi, che  

invece, per essere risolti, richiede-     

derebbero sforzi educativi, raziocinio, impe-

gno, solidarietà ed un ambiente disteso e sen-

sibile alle esigenze di tutti. Il rispetto   

per tutti è un must se si vuole combattere   

per i diritti civili, soprattutto nelle scuo-

le, ambiente formativo 'par excellence'.     

4.  LA TOLLERANZA ZERO NON ARRIVA MAI ALLA RADICE DEL

PROBLEMA.                                    

Uno studente che offende un altro deve trova-

re qualuno che gli spieghi come, dove, perché

ha sbagliato: deve imparare dal suo errore.  

Sarebbe forse un bel successo se uno studente

venisse sospeso e se tornasse poi a scuola  

con gli stessi atteggiamenti di prima???    

   Invece della TOLLERANZA ZERO che si basa sulla punizione autoritaria, fatevi portatori e richiedete una strategia che serva come prevenzione contro le vessazioni.

   Questa strategia non deve prendere sottogamba le offese, le vessazioni e le discriminazioni, anzi deve fornire contro esse, una risposta chiara ed immediata: deve essere registrato tutto quello che accade, per sapere meglio come omportarsi nei casi successivi.

   Serve una combinazione di disciplina, di consigli e di sostegno: vanno spesso ricordati i valori di rispetto e di non-discriminazione, che sono essenziali in un ambiente formativo.

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CAPITOLO   3.

Realizzare  la  Vostra  Campagna  Scolastica

Sviluppo della Vostra  Strategia.

   Per iniziare ad organizzare una Campagna Scolastica, è necessario avere bene in mente gli obiettivi e dotarsi di una organizzazione efficiente. Questa sezione di ''Ferma Adesso'' vi aiuta fornendovi delle idee, della documentazione, vi sprona a valutare la vostra forza organizzativa ed a decidere quali strategie e quali tattiche precise siano atte a raggiungere lo scopo. Se avete intenzione di formare una coalizione - centrata sul vostro gruppo, siete invitati a presentare a tutti i possibili aderenti le pagine di questo capitolo: compilandole e leggendole insieme, infatti, vi renderete meglio conto delle vostre capacità e dei reali orizzonti di azione all'interno del vostro ambiente scolastico.

Qual è il Vostro Obiettivo?

   Il vostro obiettivo è innanzitutto la cosa, l'obiettivo per il quale tu senti sia necessario lottare!!! Che cosa può aiutarvi a ridurre, se non ad eliminare, le offese e le discriminazioni nella vostra scuola?  Tutti i passi che intraprenderete nella vostra campagna, devono essere saldamente finalizzati a questo scopo! Allora, quando comincerete a progettare azioni specifiche, dovrete sempre fare a voi stessi la seguente domanda: quello che stiamo facendo ci avvicina, oppure ci allontana, dal nostro obiettivo?

OBIETTIVO:____________________________________________________

Cosa  Conoscete del Problema che Volete Affrontare?

   Le inchieste che vi abbiamo proposto di compiere, vi aiuteranno sicuramente nell'enucleazione dei problemi più gravi, correlati alle offese ed alle discriminazioni nella vostra sacuola, ma anche nell'individuare la strategia più adatta a trovare dei rimedi. Dopo avere fatto queste inchieste con scrupolo, - o dopo che avete raccolto sufficienti esperienze - dovete domandarvi, in seno al vostro gruppo: Che cosa abbiamo imparato sul problema? - Qual è la radice del problema?

Ricapitolando le fasi ed i metodi dell'inchiesta:

-   Fare un'inchiesta tra gli studenti.

-   Registrare le offese e gli atti di discriminazione che avete sentito.

-   Raccogliere storie di studenti, loro esperienze.

-   Altre idee:________________________________________________________

Poi dovete procedere a scrivere che cosa avete trovato nelle vostre ricerche (dapprima i punti salienti, eppoi i particolari!!!)

Chi vi sostiene  e  chi  vi fa  opposizione?

   Chi è intenzionato a darvi aiuto per raggiungere il vostro obiettivo? Pensate bene chi è già e chi potrebbe diventare un vostro ''partigiano''? Chi non ne può più di sentire/sentirsi offendere? Quali insegnanti? Quali studenti? Quali gruppi, associazioni della vostra scuola? Quali persone della vostra città, della vostra realtà extrascolastica?

Siate i più dettagliati e precisi possibili nel redigere la vostra lista.

   Chi, poi, sta dalla vostra parte ed ha intenzione di aiutarvi fattivamente per raggiungere il vostro obiettivo?   Chi potrebbe seminare insidie, trabocchetti, ostacoli, per impdire che la vostra campagna scolastica abbia successo?

   E' importante che facciate una lista di tutte le persone che voi avete udito - anche solo una volta - pronunciare un'offesa: tra queste persone, chi e come potrebbe fare qualcosa di concreto contro il vostro progetto?

   Fate una tabella con due colonne: nella prima metterete i sostenitori, nella seconda gli oppositori.

Quali sono i vostri punti di forza?   E quelli deboli?

   E' fondamentale valutare i punti deboli e quelli di eccellenza del vostro gruppo.  Siate onesti e non fate giri di parole: non cercate scappatoie di fronte alle vostre manchevolezze, né enfatizzate troppo i punti di forza...questo non vuole dire che dovete deprimervi!!!

   Mettete in chiaro chi sono i membri del vostro gruppo (numero delle persone che vi partecipano e relativa disponibilità), l'uso che potete fare dell'automobile per spostarvi, delle fotoopiatrici, del denaro che vi serve. Pensate a chi tra voi, è l'oratoe migliore e a chi potrebbe fare il ghostwriter.

   Specificate tutti i contatti con le persone che possono essere utili alla vostra campagna: fate una lista di tutto quello che vi manca, ma che ritenete comunque necessario o perlomeno utile oper le vostre attività!

   Fate (come prima) una tabella a due colonne, elencando nella prima i vostri punti di forza, mentre metterete nella seconda i vostri punti deboli.

Come Intendete  Raggiungere il Vostro Obiettivo?

   Prima di scegliere la vostra strategia, pensate bene chi volete convincere e quali sono i punti inerenti l'educazione scolastica nel vostro istituto, sui quali volete incidere. Volete concentrarvi nel cambiare gli atteggiamenti degli studenti?  Oppure date ben più importanza  all'intervento in favore del comportamento ani-ingiurie dei docenti? Pensate bene alle azioni concrete che andrete a fare, per non essere poi presi alla sprovvista!!!

   Fate il BRAINSTORMING delle tattiche che state analizzando e domandatevi quanto ogni azione e tattica contribuiscano al raggiungimento del vostro obiettivo!!! Ricordate sempre di vivificare le forze che stanno dalla vostra: impegnate sempra attivamente i vostri alleati e - per ogni tattica adottata - pensate a minimizzare l'impatto contrario da parte dei vostri oppositori.

   Scrivete ordinatamente le vostre tattiche e poi, partendo da queste, redigete una TimeLine, mettendo in ordine tattico-temporale i momenti opportuni dell'Anno Scolastico, nei quali queste iniziative andranno attuate.

   Specificate i vari incaricati per ogni attività, quando debbano metterla in pratica, come e quando debbano prepararvisi!!!

Strategie:

- Educazione degli Amici- Coetanei;

- Educazione degli Insegnanti;

- Visual Activism;

- Azioni Anti-offese;

- Altre Idee:_____________________________________________________________

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   Ora che avete scelto la vostra strategia, scrivete le specifiche azioni e tattiche che intendete mettere in opera per raggiungere il vostro obiettivo.   Ad esempio, se scegliete di intraprendere una strategia per l'Educazione degli Amici-Coetanei, discutete se puntare su un incontro nel doposcuola; oppure sulla presentazione nelle classi?   Se scegliete la seconda ipotesi: quali sono le classi più 'pronte' per una tale presentazione?  Se scegliete la prima ipotesi: sarebbe meglio tenere l'incontro a scuola, oppure in un altro ambiente?

Fate una tabella nella quale riassumete tutti questi punti.

Come ottenere l'approvazione per le vostre Attività?

   Se avete scelto una o più tattiche che richiedono l'approvazione della vostra amministrazione scolastica, dovete prepararvi al meglio, al fine di ottenere tale approvazione! Chi ha, veramente, il potere di accettare/respingere il vostro progetto? Dovete ottenere l'approvazione del Consiglio di Istituto? Dal vostro Preside? Chiunque debba darvi l'approvazione: su quella(e) persona(e) voi dovete fare pressione, con intelligenza! Dovete fare delle strategie per convincere quella(e) persona(e), perché vi approvi(no) il progetto e perché sia(no) disponibile(i) a darvi appoggio anche in occasioni successive! All'inizio del libretto ci sono varie tattiche per sensibilizzare i suddetti soggetti ai vostri progetti, e per convincerli ad approvarli!

Persona(e) da Convincere:_______________________________________________

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IMPORTANTE: Se dovete convincere un organismo formato da un gruppo di persone (Consiglio d'Istituto, Rappresentanti degli Studenti), concentrate i vostri sforzi su una, due persone, in particolare, piuttosto che sull'intero gruppo.   Determinate chi non è sicuro di dare luce verde al vostro progetto e tentate di convincerlo.  E' molto meno importante agire sui sostenitori accesi e sugli oppositori incalliti.

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OTTENERE L'APPROVAZIONE

DALLA VOSTRA AMMINISTRAZIONE

   Se avete bisogno di ottenere l'approvazione della vostra amministrazione scolastica - per un'azione inserita nella vostra campagna - qui trovate buoni consigli per stabilire buoni rapporti e per corroborare fruttuosamente con gli amministratori scolastici.

   Mettete insieme questi consigli con tutto quello che sapete sulla vostra realtà scolastica e sui vostri amministratori, poi fate una lista delle vostre idee per collaborare bene e con un certo ordine, con loro!

1.   Scrivete una Lettera al Vostro Preside. Scrivete una lettera da consegnare al vostro Preside e a colui/ei che è incaricato/a di gestire l'attività dei gruppi nella tua scuola, oppure di organizzare il sostegno psicologico agli studenti.

   La vostra lettera deve illustrare le vostre attività e deve fare aperta richiesta di appoggio ed approvazione. Includete tutti quei materiali che servano a convincere dell'ooportunità della vostra iniziativa...non siate prolissi e soprattutto domandatevi quale materiale sarà ''più accettato'' dalla vostra controparte.

   Mettete a disposizione delle persone interessate, i documenti antidiscriminazione della vostra scuola e dello Stato: ribadite il diritto di vivere in un ambiente sereno, accogliente per tutte le diversità, e scevro di episodi di vessazione.

   Contattate qualche gruppo anti-discriminazione - tra cui Politropia - per ottenere maggiori informazioni, anche se è più formativo e coinvolgente fare una bella ed approfondita ricerca di gruppo su tutti i diritti riconosciuti agli studenti.

 2. Fate Richiesta di un Incontro con la Vostra Amministrazione. Richiedete un appuntamento con il vostro Preside e con la vostra amministrazione, per presentare la vostra campagna anti-ingiurie, in modo dettagliato e convincente. Muovetevi per tempo: richiedete l'incontro almeno 2/3 settimane prima.

3.   Trovate Alleati fra i Docenti e lo Staff Scolastico.  Il sostegno di docenti e collaboratoti scolastici non è solo fonte di incoraggiamento: le vostre idee potrebbero essere mutuate e portate in Consiglio di  Istituto ed attuate su spettro più vasto.

4.  Progettate i Vostri Incontri.   Decidete chi andrà a parlare con il Preside, con gli Insegnanti e con i rappresentanti dello staff scolastico. Decidete bene come e cosa dire per presentare il vostro progetto!   Siate pronti a rispondere alle domande che vi verranno poste, soprattutto su quelle che riguardano l'attuazione concreta dei vostri progetti (evitate di cadere in tranelli suggeriti dalla malafede del vostro interlocutore).

5.   Determinate quali Tattiche ed Azioni siano abbastanza Realistiche per essere Sottoposte all'Approvazione della Vostra Amministrazione.   Siate pronti a scendere a compromessi - dovete dunque ben sapere cosa concedere e cosa difendere strenuamente.  Siate rispettosi ed estremamente positivi e convinti nella presentazione del vostro programma.   Se siete incerti e scoraggiati, l'amministrazione starà sulla difensiva e darà poca o nulla importanza a quello che state dicendo!  Non rompetevi la testa pensando che la vostra amministrazione non vi darà ascolto!   Se fate così, ridurrete e sprecherete le vostre chance di vedere approvato quello che state andando a presentare!!!

6.   Informatevi Bene sui Vostri Diritti.   Siate pronti a rispondere su qualsiasi domanda sulla legge, che l'amministrazione potrebbe porvi!  Se sapete abbastanza bene il profilo legale e morale del problema, acquisirete conapevolezza di voi stessi ed autorità presso i vostri interlocutori.  Insistete sul fatto che gli studenti vanno comunque protetti da vessazioni basate sul loro presunto orientamento sessuale.

7.  Non Andate da Soli.  Andate agli incontri con altri studenti ed alleati, non solo del vostro gruppo. Se portate diverse persone, di diverse realtà della vostra scuola, farete un'impressione maggiore e migliore...inoltre, vi troverete a maggiore agio nel parlare delle vostre iniziative.

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COALITION  BUILDING

   Costruire una coalizione è una faticaccia, am le alleanze tra studenti sono strumenti utilissimi, oltreché contesti nei quali confrontarsi e fare amicizia. Il tutto sta nel riunire un gruppo di persone bene motivate dall'obiettivo comune.

   Pensate bene a tutte quelle persone o gruppi che nella vostra scuola, sono interessati dal fatto di essere oggetto di offese e vessazioni, oppure che possono essere sensibili su questo tema: domandate loro di fare parte del vostro gruppo.

LINEE GUIDA PER COSTRUIRE UNA COALIZIONE

CHE ABBIA SUCCESSO

1.   Scegliete il Metodo di Azione.   Decidete da subìto il metodo d'azione dl vostro gruppo, per la vostra campagna scolastica antioffese.  Discutetene bene e fate sì di conciliare i diversi punti di vista (senza che la vostra metodologia diventi una brodaglia): si tratta di un modo efficacissimo per coagulare persone diverse attorno ad uno stesso obiettivo.

2.   Capite, Rispettate le Istanze di Ognuno e di Ogni Eventuale Gruppo che Entri nella Vostra Coalizione.   Dovete trovare un bilanciamento tra gli obiettivi ed i bisogni della vostra coalizione: dovete lasciare il giusto spazio alle persone ed alle singole organizzazioni/gruppi che sono confluite nella vostra coalizione.

3.   Se Partecipano Gruppi Diversi, Rispettatene le Dinamiche Interne.  E' fondamentale capire bene e rispettare le differenze e le diverse sensibilità tra i gruppi che compongono la vostra stessa coalizione. Tali differenze si faranno sentire se discuterete di gerarchie di comando e di modalità di assunzione delle decisioni. Dovete bene conoscere le agende, gli obiettivi e la sensibilità di altri gruppi, che sono entrati a fare parte della vostra coalizione.

4.   Mettetevi d'Accordo sul fatto che talvolta potete Non Andare d'Accordo.  Dovete sempre perseguire l'accordo generale sugli obiettivi e sulle strategie di fondo, dovete invece sopportare ed accogliere non negativamente il fatto che non tutti i gruppi della vostra coalizione si accordino su ogni tattica e su ogni singola attività.

5.   Il Processo Decisionale va Strutturato Attentamente.  Il processo decisionale nella vostra coalizione deve sapere raccogliere i consigli del maggior numero possibile dei gruppi e delle persone coinvolte. Decidete, quando votate una strategia, se dovete prendere in considerazione solo proposte dei rappresentanti di ciascun gruppo della vostra coalizione - oppure se dovete fare votae tutti tramite e-mail, o altro, per raggiungere la platea più ampia possibile di persone.

6.   Apprezzate i Contributi di Tutti.   Apprezzate tutti i contributi, anche quelli più diversi da quello che voi pensavate fosse l'opzione migliore.   Ogni gruppo e persona, hanno qualcosa di diverso da offrire.  Ogni apporto è importante...e quindi ognuno va riconosciuto pubblicamente e ricompensato con parole di sincera stima: sia che si tratti dell'opera di volontari, dell'organizzazione fattiva degli incontri, del fund-raising, delle fotocopiature di testi, della pubblicità, della distribuzione di volantini...e altro.

7.   Dare ed Avere.   Bisogna costruire relazioni durature e salde con altri gruppi. Non aspettatevi di ricevere soltanto dimostrazioni ed azioni di sostegno: siate pronti anche a darle!!!

8.   Sviluppate  una Strategia  Comune.   La forza di una coalizione sta nella sua unità. Lavorate assieme ad altre organizzazioni per sviluppare una strategia che sia interessante per i fini di ciascuna di esse. Le tattiche scelte devono potere essere sostenute senza troppa difficoltà da tutti i gruppi che prendono parte alla vostra coalizione.

9.   Pensate Strategicamente.   Costruire una coalizione richiede una buona strategia nel lavoro stesso di 'edificazione', ma anche un'altra buona strategia: quella che deve portare a mettere in atto le iniziative concrete.   A quali gruppi vi rivolgerete?  In quale ordine di importanza (in relazione ai vostri obiettivi ed ai vostri bisogni organizzativi)? Chi di voi è più bravo a mantenere i rapporti vivi e fattivi?

10.  Mandate lo Stesso Incaricato ad ogni Incontro della Vostra Coalizione.  Questo aiuta a creare fiducia e stabilità, e fa sì che gli incontri vadano avanti senza ''imprevisti'' caratteriali!!!

11.  Formalizzate la Vostra Coalizione.  E' bene fare patti chiari. Mettete bene in luce i diritti e le responsabilità contratte da ogni persona e da ogni gruppo della vostra coalizione. La chiarezza previene i conflitti.

12.  Date un Nome alla Vostra Coalizione.  Questo passo dà maggiore senso di unità alla vostra coalizione e fa sapere agli altri quali sono i vostri obiettivi: il nome, insomma, deve essere un po' uno slogan per quello che state progettando di fare.

13. Presentatevi come un Fronte Unito.  Quando arriva il momento di mettere in pratica la vostra strategia, presentate le vostre informazioni, richieste, lamentele alla persona o al gruppo con cui lo dovete fare, presentandovi sempre come una coalizione unita, ricordandovi di citare esplicitamente tutti i gruppi e le persone coinvolte con voi.

SVILUPPARE  UNA  TIME-LINE

   Se dovete sviluppare una campagna anti-offese, è importante creare una Time-Line. La TimeLine vi aiuterà a mettere in evidenza ed in ordine cronologico i compiti che vanno fatti, chi deve farli, e la scadenza entro la quale devono essere compiuti. La sezione presente di Ferma Adesso, vi aiuta, passo per passo, a creare una TimeLine dettagliata per la vostra campagna anti-offese.

Passi  per  Creare  una TimeLine

1. Badate all'Insieme dei Progetti della Vostra Campagna.  Una volta che avete scelto il metodo per ridurre le offese nella vostra scuola, pensate a quanto lavoro ed impegno è necessario per raggiungere il vostro scopo. Ad esempio, una campagna con i poster non richiederà così tanto tempo come una campagna che preveda l'Educazione degli Insegnanti. Se scegliete più di un progetto per la vostra campagna, sarà bene che facciate una TimeLine per ogni progetto. Se volete pianificare una ricerca nella vostra scuola (questionario tra gli studenti o altro), mettetela nella vostra TimeLine perché richiede impegno e pianificazione anch'essa.

2. Esaminate il Vostro Ambiente Scolastico.   Dovete testare la possibilità di sostegno da parte della vostra amministrazione scolastica.  Chiedetevi quanto tempo ci vuole per ottenere la/ approvazione/i di cui avete bisogno? Per ottenerla/e, serve andare in Consiglio di Istituto, oppure no? Se sì, e se il Consiglio di Istituto si riunisce solo 1 o 2 volte al mese, dovete tenere conto di queste scadenze nella TimeLine.

3.  Fate  il  Punto sulle Vostre Risorse.  Fate la lista dettagliata di tutti quei compiti organizzativi che richiedono risorse. Metteteli bene in vista nella vostra TimeLine.

4.  Fate una Lista Dettagliata.  Fate la lista di tutti i ''passi'' che sono necessari per compiere la vostra campagna. Siate puntuali nello specificare tutti i dettagli.

5.  Assegnate i Doveri.   Assegnate singole persone o gruppi a compiti ben determinati. Ogni compito scritto nella lista deve avere una ersona, o un gruppo, responsabili della sua realizzazione.

6.  Decidete le Date entro le quali Completare ciascun Compito.  Decidete le date entro le quali un compito deve essere completato. A questo punto la vostra TimeLine comincia a prendere forma. Importante è che la data per il completamento di ogni compito sia realistica, in modo che permetta al vostro progetto di andare avanti ordinatamente ed armoniosamente e non rappresenti, in caso contrario, un fattore di confusione!!!

7.  Distribuite la Vostra TimeLine.   Date una copia della vostra TimeLine a tutti quelli che sono coinvolti nel progetto e fate sempre presente l'importnza di attenersi fedelmente alla TimeLine, per assicurare il successo del vostro progetto.

8.  Eseguite il Progetto Seguendo la TimeLine.  Tentate sempre di attenervi il più possibile alla vostra TimeLine: ma, se un obiettivo della vostra TimeLine deve essere posticipato, riassettate il resto della TimeLine di conseguenza a questo cambiamento.

9.  Festeggiate tutti gli Obiettivi Raggiunti.  Il lavoro per organizzare una cmpagna dà soddisfazione ma è anche duro. Siate sempre sicuri che tutti siano consapevoli di quanto il vostro e loro lavoro è importante!  Dunque va trovato il tempo ed il modo per dare giusto rilievo al contributo di ognuno!!!

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SUGGERIMENTI PER METTERE GIU' UNA TIMELINE

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1. LUNGO LA TIME-LINE DESIGNATE DELLE DATE DI

CONTROLLO. IN QUESTE DATE, OGNI RESPON-

SABILE PER CERTI COMPITI DOVRA' FARE IL

PUNTO SUI PROGRESSI E SU QUELLO CHE NON

VA. IN QUESTO MODO, SE DOVESSERO SORGE-

RE COMPLICAZIONI IMPREVISTE, POTRANNO  

ESSERE AFFRONTATE IN MODO TEMPESTIVO E 

IL VOSTRO PROGRAMMA POTRA' PROSEGUIRE  

COME PROGETTATO NELLA TIME-LINE.       

2. QUANDO BUTTATE GIU' UNA TIME-LINE, LA VIA  

MIGLIORE PER BENE PROGETTARLA E' QUEL- 

LA DI SCENDERE A GAMBERO DALL'OBIET-   

TIVO FINALE AI COMPITI INTERMEDI DA RAG

GIUNGERE. AD ESMPIO, SE STATE PENSAN-  

DO DI TENERE UNA SESSIONE DI ''EDUCA-  

ZIONE DEGLI INSEGNANTI'' PER IL 12 MARZO

E SE VALUTATE CHE LA PUBBLICIZZAZIONE  

DELL'EVENTO DEVE AVVENIRE A PARTIRE DA

UN MESE PRIMA, ALLORA CAPIRETE IMMEDIA

TAMENTE CHE VI SERVE L'APPROVAZIONE AM-

MINISTRATIVA PER IL 12 FEBBRAIO.      

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MATERIALI  PER  LE  ATTIVITA'

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SCHEMA PER IL WORKSHOP

DI ''EDUCAZIONE DEGLI AMICI-COETANEI''

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1. Introduzione e Regole Base (5 minuti di durata).

        A.  Breve introduzioni del Workshop e delle persone che lo Conducono.

       B.  Mettete in chiaro le Regole Base: 1) Rispetto per ogni persona che si trova nella classe. -  2) Mettevi d'accordo ad accettare le opinioni diverse e anche conflittuali.  -  3) Tenete i commenti di qualunque persona come strettamente confidenziali.  -  4) siate onesti  -  5)fate un passo in avanti (se siete troppo remissivi nella discussione), oppure fate un passo indietro ( se intervenite predominantemente)  -  6) non interrompete nessuno  -  7) oncedete agli altri di non rispondere ad una domanda che ritengono scomoda, senza rinfacciarglielo  -  8) non fate generalizzazioni né assunzioni.

2.  Potere  e  Linguaggio  (10 minuti di durata)

A. Definizioni (5 minuti)

       1.  Che cosa è il ''potere''?

                 a. Fate il brainstorming di quello che i partecipanti pensano quando

                     sentono la  parola ''potere'' e le definizioni di ''potere''.

                 b. In questo contesto fate riflettere su cosa significa 'avere potere

                     sugli altri'

       2.  Date una definizione approssimata di potere su cui fare intervenire

            i partecipanti:  ''controllo sulle persone  e  sulle circostanze!''

B. Tabella sulle Relazioni di 'Potere'. (5 minuti)

        1.  Distribuite e spiegate la ''tabella del potere'' (che troverete più sotto).

            Fate riflettere i partecipanti sulle identità nelle quali si riconoscono,

            e domandate se qualcuno vuole esprimere quello che pensa.

        2.  Domandate al gruppo di persone di fare un brainstorming su alcuni

             degli ''ismi'' che fanno esistere le relazioni di potere e scriveteli nel-

             la lavagna: razzismo, sessismo, eterosessimo, omofobia, iperattivismo,

             abilità che altri non possiedono.

        3.  Parlate del linguaggio come uno dei mezzi privilegiati con il quale si

             stabilisce e si mantiene il potere sugli altri. Domandate ai partecipanti

             quanto e come le offese possano colpire chi le subisce, e come esse con-

             feriscono a certi gruppi di persone molto potere su altri gruppi. Discute-

            te su come le offese siano un mezzo comune per istaurare sistemi di pote-

            re, e su come esse siano utilizzate per opprimere.

                                        (VEDI ALL'INIZIO DEL MANUALE, PER TRATTAZIONE SU QUESTI PUNTI)

3.   Brainstorming delle Offese (10  minuti di durata).

      Facendo uso della lista degli ''ismi'', fate il brainstorming della lista di offese che gli

      studenti sentono più frequentemente. Domandate loro:

          A. In quale occasione e dove hai sentito questo termine per la prima volta?

          B.  Quali gruppi di persone sono stati bersagliati con questo termine?

          C.  Perché si fa ricorso ai nomignoli?

4.   Storie Personali (15 minuti di durata).

      a.  Fate uno spazio  dove una o più persone del vostro gruppo parlino delle loro

           esperienze in fatto di nomignoli, di offese, di ingiurie e di vessazioni. Siate brevi

           (3-5 minuti). Ognuno dovrà descrivere sinteticamente come si è sentito, cosa ha fat-

            to dopo essere stato offeso/avere offeso, e perché ha fatto ciò. Dite che cosa spe-

            rate che venga appreso sulle offese, dai partecipanti. (L'intervento va preparato

            con cura, badando di essere sintetici).

       b.  Domande dei partecipanti e relative risposte.

5.  Cosa potete Fare per Combattere le Offese? (5 minuti)

          Consultate la parte del manuale dedicata a questo scopo, ma aggiungete-

          ci le vostre idee. Qui riportiamo alcune idee:

     1. Tentare di non usare offese. Se qualcuno ti riprende per averlo fatto, cer-

          ca di imparare dall'esperienza. Piuttosto che mettersi nella difensiva, ri-

          spettatelo perché sta di fatto rendendo la tua scuola più sicura per tutti!!!

     2. Non tacere quando senti che vengono usate le offese! Spiega come il lin-

        guaggio d'odio offende e come esso perpetua l'oppressione di gruppi di per-

        sone che sono prese di mira già da molto tempo.

     3. Fatti coinvolgere da una campagna anti-offese nella tua scuola.

     4. Indossa adesivi, nastri, spille che portano scritti messaggi di tolleranza e

         rispetto.

     5. Sprona gli insegnanti e gli altri studenti a rispondere quando sentono

         pronunciare  delle offese, nelle classi e nei corridoi.

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ESEMPIO  DI  TEACHER TRAINING

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1.  Introduzione.

    Rivolgete i saluti ai presenti all'assemblea e ringraziateli

     per essere venuti

    A. Andate dritti al cuore del vostro workshop. Dovete

       dire qualcosa come: ''Questa riunione/workshop è in-

       teso a porre il problema del valore negativo delle

       offese verbali e delle aggressioni nella nostra scuola.

       Sappiamo che gli insegnanti hanno un ruolo centrale nel-

       l'ambiente scolastico e sono al centro del processo di

       apprendimento degli alunni: possono, dunque, essere alle-

       ati fondamentali e protagonisti nel processo di riduzione

       delle offese e possono fare della nostra scuola un ambien-

       te positivo per tutti gli studenti.

   C.  Introducete i relatori del vostro incontro.

   D.  Presentate le regole base che dovrebbero essere validamen-

       te applicate e fatte rispettare nella vostra scuola.

2.  Presentazione delle Statistiche.

   A.  Se il vostro gruppo ha fatto una rilevazione nella vostra

       scuola, mettete in luce i dati più significativi per la vo-

       stra campagna.

   B.  Potete presentare qualche statistica a carattere generale,

       sull'incidenza e sull'effetto delle offese nelle scuole.

3.  Storie Personali degli Studenti.

   Presentate un board di uno o più studenti del vostro gruppo

   (o altri) che parlino delle loro esperienze di vessazioni,

    offese...etc. Sarebbe opportuno presentare persone che par-

    lino di esperienze diverse, con diversi tipi di offese, e

    con diverse conseguenze alle offese da loro vissute.

  

   IMPORTANTE: Se non avete testimoni, scrivete in alcuni cartel-

    loni la ''sceneggiatura tipica'' delle offese e delle vessa-

    zioni e delle reazioni varie che le vittime possono presentare.

    Dividete l'assemblea in due gruppi e fateli lavorare in gruppo,

    con il fine di fare loro elaborare possibili risposte alle

    situazioni concrete che avete riassunto nei cartelloni. Poi fa-

    te esporre, con ordine, le idee per rispondere ai casi concre-

    ti di vessazioni che avete presentato.

                

                                  

4.  Come Intervenire?

   A. Discussione.

      Fate vertere una discussione a partire da queste domande

      cardine:

      1.  Intervenite o meno quando sentite delle offese,

          nelle vostre classi?

      2.  Se intervenite, quali sono i motivi che vi fanno

          ritenere importante farlo?

      3.  Quali sono gli inconvenienti ad intervenire?

          Come vanno affrontati?

   B.  Consigli per Intervenire contro le Offese.

      1.  Attenetevi ad un metodo, ad uno standard. Tentate

          di creare un clima ''sfavorevole'' alle offese nella

          vostra classe, e mettetene in chiaro i vantaggi con

          gli studenti. E' importante investire un poco di tempo

          per spiegare perché questo clima positivo, e le regole

          per attenervisi siano fondamentali nel percorso educati-

          vo.

          Il fatto di avere e fare rispettare un chiaro ed

          esplicito ''piano'' di comportamento anti-offese nel-

          le vostre classi si rivelerà importante nella preven-

          zione delle offese, e renderà più semplice a voi ed

          agli studenti, di rispondere adeguatamente al linguag-

          gio offensivo, qualora, sfortunatamente se ne presenti

          l'occasione.

        Prendete come suggerimento l'idea di affiggere un car-

          tellone con scritto ''Aula Senza Offese'',o qualcosa di

          simile.

    2.  Fate un discorso a quattr'occhi con la persona che ha

          proferito l'offesa. E' spesso più efficace fare capi-

          re dove e come si è sbagliato ad un ragazzo in tal mo-

          do, piuttosto di colpevolizzarlo di fronte a tutti.

          Fate un discorso chiaro, evitando la tentazione della

          tolleranza zero!

     3.  Se l'offesa era diretta contro uno studente ben pre-

          ciso della vostra classe, cercate di approcciarvi e co-

          municare con questa persona: fategli sapere che sapete

          bene quello che è successo e che non lo ignorerete, che

          risponderete con efficacia: dite che può, e se questo lo

          aiuta, deve fare ricorso formale alle autorità scolasti-

          che.

    4.  Se notate che le offese capitano frequentemente,  fate

          un intervento ed una breve discussione sul significato

          delle offese e sulla loro carica distruttiva. Se nella

          vostra scuola è attivo un gruppo che conduce una campa-

          gna anti-offese, invitateli a collaborare.

3.  Siate Sempre Chiari sui Seguenti Punti:

    A. Anche se la legge italiana non prevede la protezione

       di studenti, amministratori, insegnanti, staff scolasti-

       co dalle offese legate all'orientamento sessuale, ricor-

       date come le leggi europee e le direttive lo prevedano e

       come l'Italia sia morosa nella loro applicazione, inoltre

       ribadite che per le offese legate all'etnia, alla naziona-

       lità, alla religione, al colore della pelle, alle disabi-

       lità fisiche e mentali sono previste precise norme di pro-

       tezione.

    B. Le scuole hanno l'obbligo di proteggere tutti gli studen-

       ti da ogni tipo di vessazione per garantire loro la miglio-

       re chance di successo nell'inserimento e nel profitto a

       scuola.

    C. E' dovere di ogni studente e di ogni insegnate quello di

       vigilare sulle offese e di riportarle alle autorità scola-

       stiche qualora accadano.

       Informate i presenti su come fare un esposto formale al pre-

       side.

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Postato da: jarman a 15:04 | link | commenti
scuola, guida, rovigo, omofobia